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Alzheimer: una risonanza potrebbe predirla ben 10 anni prima

Con una risonanza al cervello l’Alzheimer puo’ essere scoperto con dieci anni di anticipo. Lo afferma uno studio pubblicato dalla rivista Neurology, secondo cui i primi segni di diminuzione della materia grigia in alcune aree precedono di molto la comparsa dei sintomi.

La ricerca ha coinvolto 65 volontari sani di mezza eta’, a cui e’ stata fatta una risonanza che ha definito le dimensioni e lo spessore di diverse aree cerebrali. Tra quelli che avevano un cervello nella media, spiegano gli autori del Massachussets General Hospital, il 20 per cento ha sviluppato l’Alzheimer nel periodo di studio, mentre nessuno di quelli che avevano dimensioni superiori ha avuto la malattia.

Nel caso di cervelli di dimensioni sotto la media, invece, la percentuale dei malati e’ stata del 55 per cento. “Abbiamo usato le informazioni che avevamo sugli effetti dell’Alzheimer sul cervello – hanno spiegato gli autori – determinando che in molti casi quelli che sviluppano la malattia hanno una piccola diminuzione delle aree cerebrali molto prima che ci siano i sintomi. Una volta confermata su un numero maggiore di pazienti l’informazione puo’ essere usata per la diagnosi precoce”.

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