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Generare nuovi vasi sanguigni: la tecnica oltre i bypass e stent coronarici

I vasi così rigenerati sono rivestiti da muscolatura liscia che fornisce loro la possibilità di restringersi e dilatarsi, un processo cruciale per l’apporto di sangue e ossigeno ai tessuti.

Una strategia per stimolare la formazione di nuovi vasi sanguigni altamente funzionali in tessuti deprivati di ossigeno è stata messa a punto dai ricercatori dell’ Università del Western Ontario. Geoffrey Pickering e Matthew Frontini della Schulich School of Medicine & Dentistry, autori dell’articolo apparso online su Nature Biotechnology. I ricercatori hanno sviluppato infatti una metodica per somministrare un fattore biologico, denominato fattore di crescita fibroblastico 9 (FGF9), nel momento in cui l’organismo sta producendo uno sforzo per formare nuovi vasi nei tessuti vulnerabili o danneggiati.

“Infarti del miocardio e ictus sono tra le principali cause di morte nel mondo occidentale: il bypass coronarico e l’applicazione di stent sono trattamenti importanti ma non sono adatti ad alcuni pazienti”, ha sottolienato Pickering, professore di cardiologia, biochimica e biofisica medica del Robarts Research Institute. “A causa di ciò, si è sviluppato un notevole interesse in anni recenti per lo sviluppo di strategie biologiche in grado di promuovere la rigenerazione dei vasi sanguigni”.

Questo trattamento potenziale, battezzato “angiogenesi terapeutica”, finora ha dato risultati scarsi nella patologia coronarica: i nuovi vasi così ottenuti sembrano non durare molto e soprattutto sembrano non poter soddisfare il fabbisogno di ossigeno dei tessuti.

Il lavoro di Pickering e colleghi si inserisce proprio in questo contesto. La nuova strategia prevede di dedicare molta più attenzione alle cellule che costituiscono il supporto strutturale ai vasi, piuttosto che alle cellule endoteliali che ne costituiscono il rivestimento interno. Stimolando queste cellule di supporto nei topi, i test hanno dimostrato che i vasi possono durare fino a un anno.

In particolare, questi vasi rigenerati sono ora rivestiti da muscolatura liscia che fornisce loro la possibilità di restringersi e dilatarsi, secondo un processo cruciale per l’apporto di sangue e ossigeno ai tessuti.

“L’FGF9 sembra ‘svegliare’ le cellule di supporto e stimolare la loro diffusione intorno alle pareti dei vasi che rimarrebbero altrimenti fragili”, ha concluso Frontini. “L’idea apre nuove strade alla rigenerazione vascolare e nuove possibilità di trattare pazienti con patologie vascolari”.

 

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