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Placche aterosclerotiche che sviluppano in poco tempo

In poco tempo lo sviluppo delle placche aterosclerotiche

 

Il risultato è stato ottenuto con un’ingegnosa tecnica di datazione al carbonio 14, che ha consentito di datare le lesioni aterosclerotiche

 

 

Le placche aterosclerotiche si formano in un tempo abbastanza breve, di 3-5 anni, e in una fase tardiva dell’esistenza: è quanto affermano in un articolo pubblicato sulla rivista PLoS ONE i ricercatori del Karolinska Institutet, in Svezia.

Il risultato è stato ottenuto con un’ingegnosa tecnica di datazione al carbonio 14, utilizzato da molto tempo in archeologia e in geologia, andando a cercare i residui di questo isotopo presenti in atmosfera, la cui abbondanza è cresciuta rapidamente in seguito ai test atomici a terra eseguiti negli anni Cinquanta e Sessanta per poi diminuire in modo graduale. Ora proprio questo fenomeno può essere sfruttato per determinare quando è stato sintetizzato un tessuto biologico, anche in epoca relativamente recente.

Gli studiosi hanno raccolto campioni di placche aterosclerotiche durante gli interventi chirurgici per stenosi dell’aorta effettuati presso lo Stockholm South General Hospital (Södersjukhuset). I pazienti erano stati ricoverati a causa delle lesioni carotidee che ostruivano il flusso sanguigno verso il cervello, causando i sintomi del cosiddetto attacco ischemico transitorio (TIA) che in alcuni casi ha portato all’ictus.

“Quello che ci aspettavamo era che le placche fossero notevolmente più vecchie. I pazienti avevano un’età media di 68 anni all’epoca degli interventi, mentre le placche non erano più vecchie di 10 anni”, ha spiegato Johan Björkegren, che ha guidato lo studio per il Dipartimento di biochimica e biofisica.

Un altro dato estremamente interessante è la limitata variabilità dell’età delle placche, il che fa ipotizzare che la loro formazione sia avvenuta durante un periodo di tempo relativamente breve e entro pochi anni prima dell’operazione. Se queste conclusioni verranno confermate, potrebbe aprirsi una nuova prospettiva terapeutica per l’interruzione della formazione delle lesioni aterosclerotiche prima che vi siano manifestazioni cliniche.

 

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