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Primo occhio in provetta da cellule staminali: e’ a mandorla

Londra – E’ ‘a mandorla’ il primo ‘occhio in provetta’ ottenuto in un laboratorio. Realizzata dal centro ricerche Riken di Kobe, in Giappone, con uno studio che ha avuto la copertina della rivista Nature, la struttura apre la strada alla realizzazione di retine artificiali per i trapianti in caso di malattie degenerative dell’occhio.

I ricercatori giapponesi hanno utilizzato cellule staminali embrionali di topo, che sono state poste in una cultura cellulare appositamente studiata e lasciate libere di svilupparsi. Dopo dieci giorni le cellule si sono riorganizzate in ‘calici ottici’, le strutture che nell’embrione fanno da precursore all’occhio e che sono formate da due diversi tipi di cellule strutturate in maniera tridimensionale per formare una specie di ‘tasca’ che poi si sviluppa formando i due lati della retina. “Questa riorganizzazione autonoma ci ha stupito – scrivono gli autori – perche’ la struttura parte come un aggregato omogeneo di cellule a cui non abbiamo dato alcun segnale specifico.

Lo studio dimostra come la formazione dell’occhio sia dipendente solo da un programma intrinseco delle cellule che dirige posizione e differenziazione di ogni elemento”. Oltre a risolvere il problema finora senza soluzione di come si formano queste strutture, aggiungono i ricercatori, la ricerca puo’ portare alla preparazione di retine coltivate in provetta per poter essere trapiantate’.

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