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Alzheimer: una proteina che ne indica la gravita’

Dallo studio non è emersa alcuna associazione statisticamente significativa tra i livelli di clusterina con nuovi casi di Alzheimer diagnosticati durante il follow-up

Più alti livelli sanguigni della proteina clusterina, nota anche come apolipoproteina J, sono associati in modo significativo con la prevalenza e la severità della malattia di Alzheimer, ma non con il rischio di insorgenza di nuova malattia, secondo uno studio apparso sulla rivista JAMA.

La proteina si trova infatti incrementata nel cervello e nel fluido cerebrospinale dei pazienti affetti da Alzheimer, al punto che in passato si era pensato a un suo ruolo nell’eziopatogenesi della malattia.

“In passato, i livelli di clusterina sono stati associati all’atrofia cerebrale, alla gravità della patologia, alla sua rapida progressione clinica: per questo si era pensato di poterla usare come biomarker”, si legge nell’articolo firmato da Elisabeth M. C. Schrijvers, medico dell’Erasmus MC University Medical Center, di Rotterdam, nei Paesi Bassi.

Le cose sembrano invece essere alquanto diverse, almeno stando alle conclusioni di quest’ultimo  studio, che ha preso in considerazione i dati relativi ai livelli plasmatici di clusterina al basale, nel triennio 1997-1999, in 60 individui con Alzheimer prevalente (secondo la definizione del Mini mental state examination, MMSE), sottogruppo casuale dei 926 partecipanti, e in un ulteriore gruppo di 156 soggetti che hanno ricevuto la diagnosi durante il follow-up, durato in media 7,2 anni.

Dall’analisi dei dati è emerso che la probabilità di Alzheimer prevalente aumenta con i livelli di clusterina, nella misura del 63 per cento per ogni deviazione standard di incremento, una volta normalizzati i risultati per età, sesso, livello di istruzione, livelli di apolipoproteina E, diabete, fumo di sigaretta, patologia coronarica e ipertensione. Tra i pazienti con Alzheimer, i livelli di clusterina più alti sono risultati associati a una maggiore severità della malattia.

Non è invece emersa alcuna associazione statisticamente significativa tra i livelli di clusterina con nuovi casi di Alzheimer diagnosticati durante il follow-up complessivo o con nuovi casi a tre anni dall’inizio dello studio. Risultati simili sono stati ottenuti per la demenza da tutte le cause e per la demenza vascolare.

 

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