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AIDS: farmaco usato contro la malaria potenzia la terapia classica

Non e’ tossico, e’ semplice da usare, ha costi molto bassi e si potrebbe usare con successo nei Paesi in via di sviluppo: e’ la idrossiclorochina, un vecchio farmaco anti-malaria che in uno studio appena pubblicato su Blood dai ricercatori dell’Universita’ Statale di Milano si e’ rivelato un ottimo aiuto nei casi che non rispondono alla terapia antivirale (circa il 20% dei pazienti).

Nei sieropositivi che non rispondono alla terapia, i farmaci non riescono a far aumentare i linfociti CD4, ovvero quelle cellule del sistema immunitario che ‘muoiono’ a causa del virus. Questo, spiegano gli esperti, provoca un piu’ alto rischio di sviluppare tumori e malattie cardiovascolari e sfocia in una mortalita’ piu’ elevata per i pazienti. ”I linfociti CD4 – continuano i ricercatori della Statale – ci difendono da microbi, virus e tumori. La loro distruzione comporta la progressione della malattia, e la prognosi del paziente infetto con Hiv e’ tanto piu’ favorevole quanto piu’ alto e’ il numero dei CD4. Purtroppo, attualmente non vi sono terapie in grado di fare aumentare in numero di questi linfociti”.


Nello studio appena pubblicato il gruppo diretto da Mario Clerici, del Dipartimento Scienze e Tecnologie Biomediche della Statale, ha voluto verificare se un vecchio farmaco antimalarico, la idrossiclorochina, potesse incrementare il numero di queste cellule. Il farmaco e’ stato scelto per la sua capacita’ di ridurre l’attivazione del sistema immunitario, che nei pazienti con Hiv causa il deficit di CD4. ”I dati – concludono gli esperti – hanno dimostrato che l’idrossiclorochina riduce la immunoattivazione, e cio’ si associa ad un aumento dei CD4. Si tratta di un risultato importante perche’ i dati indicano come aumentare e modulare l’efficacia della terapia antivirale anche in quei pazienti con risposta parziale alla terapia antivirale, che attualmente restano ad aumentato rischio di mortalita’ e di morbidita”’.(ANSA).

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