Sclerosi Multipla: attesi i risu…

La ricerca sulla sclerosi…

Diabete: arriva l'ormone insulin…

Insulina in polvere da …

Dolore oncologico: serve piu' in…

Presentata un’indagine Do…

La sensibilita' al dolce grazie …

[caption id="attachment_7…

Caffe': ottimo alleato del fegat…

[caption id="attachment…

Elisir di lunga vita? Alimentazi…

Nessun ingrediente miraco…

La risposta dell'insulina e la s…

Vivere contro l'orologio …

una nuova emergenza pediatrica: …

Caserta, 15 settembre 201…

Gli italiani non amano le aziend…

La prima indagine sulla r…

Con una nuova tecnica per arriva…

[caption id="attachme…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Carcinoma alla tiroide: nuove terapie in arrivo

L’agenzia del farmaco statunitense (FDA) ha registrato il primo farmaco per il trattamento del carcinoma midollare della tiroide avanzato, il vandetanib.

Si aspetta che rapidamente si abbia l’approvazione dello stesso farmaco anche in Europa. E’ quanto affermano gli endocrinologi riuniti al Congresso nazionale di Montesilvano. “Il cancro della tiroide rappresenta la piu’ frequente neoplasia del sistema endocrino ed e’ uno di quelli che ha il maggior aumento d’incidenza nel mondo, (probabilmente grazie ad una diagnosi precoce mediante l’esecuzione sempre piu’ diffusa dell’ecografia del collo)” illustra l’endocrinologo Furio Pacini dell’universita’ di Siena. Negli ultimi 10 anni – spiega – alcune novita’ sono state introdotte nella pratica clinica sia a livello diagnostico sia terapeutico. A livello diagnostico – ricorda – va citata la scoperta di un farmaco (Thyrogen), che permette di accertare la presenza o l’assenza di malattia residua senza dover sospendere la terapia ormonale che questi pazienti assumono quotidianamente per sopperire alla mancanza di tiroide.

Questa nuova metodica rappresenta un grosso vantaggio preservando la qualita’ di vita del paziente. A livello terapeutico, la principale novita’ e’ rappresentata dallo sviluppo di nuovi farmaci capaci di bloccare la progressione di malattia nei pazienti con metastasi. Si tratta – spiega Pacini – di nuovi farmaci biologici (inibitori delle tirosino-chinasi) che in ambito sperimentale si stanno dimostrando efficaci nel bloccare la crescita tumorale, ottenendo risposte parziali nel 20-35 per cento dei casi e stabilizzazione di malattia nel 34-68 per cento dei casi”.

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami

Archivi