Tecniche innovative per screenin…

[caption id="attachment_9…

Candidosi: triste esperienza per…

Un fungo comune ma insidi…

L'eccesso alle cure innovative è…

Al contrario di quanto so…

Bimbi prematuri: staminali ripar…

Le cellule staminali poss…

La priorità del diabete in Pugli…

Istituzioni, esperti e …

Mele: i pediatri vigilano sull'a…

A Roma il 16 Febbraio 201…

Tbc: Scoperto un nuovo meccanism…

[caption id="attachment_1…

Moderare l'apporto calorico gior…

Una ricerca sull'ambliopi…

Schizofrenia: maggiori i success…

[caption id="attachme…

Lo psicologo entra in farmacia: …

Anche a Torino e cintura,…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Carcinoma alla tiroide: nuove terapie in arrivo

L’agenzia del farmaco statunitense (FDA) ha registrato il primo farmaco per il trattamento del carcinoma midollare della tiroide avanzato, il vandetanib.

Si aspetta che rapidamente si abbia l’approvazione dello stesso farmaco anche in Europa. E’ quanto affermano gli endocrinologi riuniti al Congresso nazionale di Montesilvano. “Il cancro della tiroide rappresenta la piu’ frequente neoplasia del sistema endocrino ed e’ uno di quelli che ha il maggior aumento d’incidenza nel mondo, (probabilmente grazie ad una diagnosi precoce mediante l’esecuzione sempre piu’ diffusa dell’ecografia del collo)” illustra l’endocrinologo Furio Pacini dell’universita’ di Siena. Negli ultimi 10 anni – spiega – alcune novita’ sono state introdotte nella pratica clinica sia a livello diagnostico sia terapeutico. A livello diagnostico – ricorda – va citata la scoperta di un farmaco (Thyrogen), che permette di accertare la presenza o l’assenza di malattia residua senza dover sospendere la terapia ormonale che questi pazienti assumono quotidianamente per sopperire alla mancanza di tiroide.

Questa nuova metodica rappresenta un grosso vantaggio preservando la qualita’ di vita del paziente. A livello terapeutico, la principale novita’ e’ rappresentata dallo sviluppo di nuovi farmaci capaci di bloccare la progressione di malattia nei pazienti con metastasi. Si tratta – spiega Pacini – di nuovi farmaci biologici (inibitori delle tirosino-chinasi) che in ambito sperimentale si stanno dimostrando efficaci nel bloccare la crescita tumorale, ottenendo risposte parziali nel 20-35 per cento dei casi e stabilizzazione di malattia nel 34-68 per cento dei casi”.

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!