Tumori: isolata proteina presunt…

Un gruppo di ricercatori …

La leptina a capo di meccanismi …

[caption id="attachment_8…

Janssen presenta richiesta di es…

Le richieste di estension…

9 settembre con ALT agli aperiti…

Bergamo, 2 SETTEMBRE 2015…

La strategia dei batteri per res…

Una nuova ricerca potrebb…

Assogenerici ricorda il professo…

Roma, 9 novembre 2016 – “…

Sigarette fai-da-te: non meno no…

Rollare non apporta benef…

La ripresa di Camerino comincia …

La ripresa di Camerino co…

Lodotra® (prednisone a rilascio …

Milano, 8 Maggio 2012 - I…

Esercizio fisico: riduce infiamm…

Una ricerca presentata al…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Il fungo della formica zombi

L’anomalo comportamento delle formiche infettate rappresenta secondo i ricercatori una sorta di estensione del fenotipo del fungo

Le formiche tropicali della specie Camponotus leonardi, abitatrici delle volte delle foreste, sono note perché quando vengono infettate dal fungo parassita Ophiocordyceps unilateralis, il loro comportamento cambia in modo drastico.

 

Ora una ricerca condotta da un gruppo internazionale di biologi ha chiarito alcuni meccanismi dell’azione del fungo, che è illustrata in un articolo sulla rivista BMC Ecology.

Una volta che le spore hanno infettato la formica, il fungo cresce fino a invadere il corpo della formica determinando un’atrofia dei muscoli che sono soggetti anche a contrazioni spastiche legate alla crescita del parassita nel cervello. Per questo, mentre le formiche normali ben difficilmente abbandonano le colonne ben ordinate in cui si spostano, le formiche zombi camminano in modo casuale e diventano incapaci di tornare al formicaio. Colpite da convulsioni via via più intense, finiscono poi per cadere dal baldacchino delle piante fino al sottobosco che si estende fino a 25 centimetri da terra, dove l’ambiente più fresco e umido fornisce le condizioni ideali per il proliferare del fungo.

 

Verso il mezzogiorno solare, quando la temperatura aumenta, il fungo – che si diffonde sempre più nella testa – sincronizza il comportamento delle formiche portandole a mordere ripetutamente le foglie su cui si trovano, fino a serrare le mandibole con una forza tale da farle rimanere attaccate a una foglia anche da morte. Pochi giorni dopo il fungo genera il corpo fruttifero a partire dalla testa della formica, che rilascia spore destinate a infettare altre formiche.

 

“Il fungo attacca le formiche su due fronti. In primo luogo, utilizzando la formica come fonte di cibo semovente, e in secondo luogo, danneggiandone muscoli e sistema nervoso centrale, causandone la morte e un morso che impedisce la caduta a terra e le tiene attaccate a quel sottobosco fresco umido che offre l’ambiente ideale per la crescita e la riproduzione del fungo stesso. Questo comportamento delle formiche infettate rappresenta in un certo modo un’estensione del fenotipo del fungo, ossia un comportamento del fungo mediato dal corpo della formica”, spiega David Hughes, della Penn State University, che ha diretto lo studio

 

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami

Archivi