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Tromboembolismo in pazienti in chemioterapia: Sanofi soddisfatta dai risultati della Semuloparina


Semuloparina, molecola di Sanofi in corso di sviluppo, ha mostrato una riduzione del rischio di tromboembolismo venoso in pazienti oncologici che iniziano la chemioterapia

– I risultati dello studio di fase III selezionati per i Meeting

“Best of ASCO 2011” in tutto il mondo –

– Il Tromboembolismo Venoso si verifica in 1 paziente oncologico su 5 e la chemioterapia aumenta ulteriormente questo rischio-

Parigi, Francia – 4 giugno 2011 – Sanofi ha annunciato i risultati di uno studio che ha dimostrato che, nei pazienti oncologici che hanno iniziato un regime chemioterapico, la semuloparina riduce significativamente il rischio cumulato di trombosi venosa profonda (TVP) sintomatica, embolia polmonare non fatale (EP) e morte correlata a tromboembolismo venoso (TEV). Semuloparina ha ridotto il rischio di questo tipo di trombosi senza aumentare l’incidenza di sanguinamenti importanti rispetto al placebo.  I risultati dello studio sono stati presentati lunedì 6 giugno 2011, in una relazione al 47° Convegno Annuale della Società Americana di Oncologia Clinica (ASCO) a Chicago, e sono stati selezionati per il programma dei Meeting Best of ASCO*.

 

Nel Tromboembolismo Venoso, i coaguli di sangue (trombi) generalmente si formano nelle vene profonde e possono migrare (emboli) e potenzialmente bloccare il flusso del sangue nei vasi polmonari (embolia polmonare).  Questo può causare una morte improvvisa [i]. Anche se spesso è clinicamente silente, il Tromboembolismo Venoso è una complicanza che mette in pericolo la vita di un paziente oncologico su cinque [ii], [iii]. L’inizio della chemioterapia aumenta ulteriormente il rischio di più del 60%[iv],[v].

 

“Attualmente non esiste alcun trattamento approvato per la prevenzione primaria del rischio di tromboembolismo venoso per i pazienti oncologici che iniziano la chemioterapia,” ha detto  Giancarlo Agnelli, Professore di Medicina Interna all’Università di Perugia, e “Principal Investigator” dello studio. “Pertanto, siamo incoraggiati dalla riduzione significativa del rischio di trombosi venosa, che mette a rischio la vita del paziente, che è stata dimostrata in questo studio randomizzato”.

“La prevenzione del tromboembolismo venoso è una sfida importante nella responsabilità clinica di molti pazienti affetti da cancro” – ha detto Dr. Elias Zerhouni, Presidente, Ricerca e Sviluppo a livello Mondiale,  Sanofi – “Siamo molto soddisfatti di constatare che la semuloparina, grazie al suo profilo selettivamente arricchito, ha raggiunto gli obiettivi prefissati. In base a questi risultati speriamo di presentare la domanda di autorizzazione alla immissione in commercio nel terzo trimestre 2011”.

 

 

 

* I Meeting “Best of ASCO 2011” presentano in tutto il mondo i risultati scientifici più rilevanti e d’avanguardia nel campo della ricerca oncologica.

Semuloparina

Semuloparina è una Eparina a Basso Peso Molecolare con peso molecolare ultra-basso che è il risultato di ingegneria selettiva.   E’ stato completato un ampio studio clinico di fase III che ha studiato il beneficio di semuloparina in pazienti oncologici con tumori solidi metastatici o localmente avanzati che iniziano una chemioterapia. Lo studio ha valutato l’efficacia e la sicurezza di  semuloparina per la prevenzione di TVP sintomatica, di embolia polmonare non fatale e di morte correlata a TEV in pazienti oncologici che iniziano un regime chemioterapico.

Oncologia Sanofi

Ubicata a Cambridge, Massachusetts e a Vitry, Francia, la Divisione Oncologia di Sanofi traduce la scienza in terapie antineoplastiche efficaci per rispondere ad esigenze terapeutiche insoddisfatte in campo oncologico.  Partendo da un’approfondita conoscenza dei meccanismi alla base dello sviluppo, della crescita e della diffusione delle neoplasie, l’azienda adotta approcci innovativi per la scoperta di nuovi farmaci, lo sviluppo clinico e la formazione di alleanze per offrire cure adeguate a specifici pazienti, con lo scopo di aiutare i pazienti oncologici ad avere una vita più sana e più lunga.

La Divisione Oncologia di Sanofi è impegnata nella ricerca di conoscenze scientifiche e di terapie antineoplastiche innovative.  Crediamo che valga la pena di stringere alleanze con i massimi esperti, mettendo insieme le loro conoscenze con il nostro patrimonio scientifico e i punti di forza della nostra ricerca.  Attualmente, ci sono più di 10 molecole in sviluppo clinico, che comprendono piccole molecole ed agenti biologici.

 

Sanofi

Sanofi, leader diversificato della salute a livello globale, ricerca, sviluppa e distribuisce soluzioni terapeutiche focalizzate sui bisogni dei pazienti. Sanofi ha un nucleo consolidato di competenze nel settore salute con sette piattaforme di crescita: diabete, vaccini, farmaci innovativi, malattie rare, consumer healthcare, mercati emergenti e salute animale. Sanofi è quotata alle Borse di Parigi (EURONEXT: SAN) e New York (NYSE: SNY).

 

Snofi-aventis Italia

Sanofi-aventis Italia è la prima realtà industriale farmaceutica a livello nazionale, con circa 3.100 collaboratori, di cui 1.400 nei 5 stabilimenti con sede ad Origgio (VA), Garessio (CN), Anagni (FR), Scoppito (AQ) e Brindisi, dove vengono confezionati farmaci destinati ai mercati internazionali, nei 5 continenti. A Milano, dove ha sede il quartier generale, nel 2008 è stato inaugurato il Centro Ricerche Sanofi-Midy, specializzato nella ricerca preclinica.

www.sanofi-aventis.it

Per informazioni e contatti:

Daniela Carriero

Media relations manager

02 3939 4222

daniela.carriero@sanofi-aventis.com

sanofi-aventis spa

Viale Bodio 37/b I-20158 Milano

 

 

 


[i] Heit AJ. Risk factors for venous thromboembolism. Clin Chest Med. 2003 Mar; 24 (1): 1-12.

[ii] Lyman GH.  Venous Thromboembolism in the Patient With Cancer. Cancer 2011; 1334-50.

[iii] Khorana AA  et al.  Thromboembolism is a leading cause of death in cancer patients receiving outpatient chemotherapy . J Thromb Haemost 2007;5:632-4.

[iv] Heit JA. Cancer and Venous Thromboembolism: Scope of the Problem. Cancer Control. September 2005; 12: 5-10.

[v] Heit JA et al. Risk Factors for Deep Vein Thrombosis and Pulmonary Embolism. Arch Intern Med 2000 ;160:809-15.

 

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