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Cellule staminali: come utilizzarle per contrastare lesioni al midollo e contro patologie tumorali

L’uso di cellule staminali per contrastare le lesioni al midollo spinale e alcune patologie tumorali. Della novita’ si e’ parlato durante la terza giornata del congresso internazionale sulle neuroscienze, IBRO, in corso a Firenze.

Il focus della giornata di oggi si e’ concentrato sulla delicata tematica delle cellule staminali embrionali e sui risultati raggiunti in questo ambito dalla ricerca scientifica. Durante l’incontro con i giornalisti gli specialisti hanno illustrato le problematiche relative a questo settore e gli obiettivi a cui guardare in futuro.

In particolare i lavori sono ruotati attorno alla possibilita’ di utilizzare ponteggi biologici per migliorare la riparazione delle lesioni da trapianto di cellule staminali e all’uso di quelle adulte per curare quei pazienti affetti da SCI (spinal cord injury), paralizzati a causa di lesioni al midollo spinale. Michael Fehlings, direttore del Centro medico di neuroscienze Krembil e professore di neurochirurgia presso l’Universita’ di Toronto, ha illustrato le controversie che da sempre coinvolgono le cellule staminali, sia da un punto di vista etico che religioso. Dalla resistenza della Chiesa cattolica a quella di parte dell’opinione pubblica mondiale che non accetta o vede come inopportuno questo tipo di ricerca. A questo proposito e’ stato posto l’accento su una distinzione fondamentale: quella tra cellule staminali totipotenti, dalle quali e’ teoricamente possibile sviluppare una nuova vita, un possibile ‘clone’ umano, e cellule staminali che non hanno queste specifiche potenzialita’. “Proprio queste ultime – ha spiegato Fehlings – sono quelle utilizzate da me e dal mio team, non andando ad interferire quindi in campi ritenuti poco etici. Si tratta di questioni, pero’, in cui l’opinione pubblica dovrebbe essere bene informata”. (AGI) .

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