Cellule staminali contro il canc…

Utilizzare le cellule sta…

“Biciclette contro il dolore”: i…

Medici, farmacisti e tera…

Ebola: medico trattato con ZMapp…

Kent Brantly ha contratto…

Ricostruito interno orecchio con…

Ideata una nuova tecnic…

Nuovo metodo per studiare altera…

[caption id="attachment_6…

Depressione post-parto: un test …

Scoprire, con un semplice…

Approvato anche in Italia Rivaro…

In G.U. del 29 agosto 201…

Tumore del seno: prevenzione con…

Cinquanta grammi al giorn…

Staminali neurali native contro …

I ricercatori sono st…

Tumore metastatico del colon: cu…

Con le terapie più indica…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Tumori: individuati geni in grado di contrastarli

Il sangue e’ composto da numerose cellule che assicurano funzioni vitali ben precise. Quando il funzionamento di questo sistema va in tilt, puo’ essere causa di alcune forme di cancro chiamate emopatiche.

Nel 2009, Oliver Bernard, ricercatore dell’Inserm (Institut National de la Santé et de la Recherche Médicale) in seno al’unita’ 985 “Genetica dei tumori” nell’Istituto di cancerologia Gustave Roussy, e i suoi collaboratori, hanno individuato alcune mutazioni di un gene unico in 3 forme diverse di emopatie umane. Due anni dopo, i ricercatori confermano il ruolo di questo gene “soppressore di tumore” in alcuni lavori apparsi sulla rivista Cancer cell.
Le emopatie umane sono forme di cancro dovute all’accumulo di anomalie genetiche, alcune delle quali riguardano le cellule staminali ematopoietiche, cellule che contribuiscono a tutte le cellule del sangue.
Si distinguono due grandi tipi di emopatie maligne:
– quelle mieloidi, quando i cambiamenti riguardano le cellulle impegnate nella differenziazione che conduce ai globuli rossi, ai granulociti;
– quelle linfoidi, quando i cambiamenti riguardano le cellulle impegnate nella differenziazione che conduce ai linfociti B o T.

Nel 2009, studiando alcuni campioni umani selezionati di emopatie mieloidi, l’équipe di Bernard e William Vainchenker hanno identificato un gene modificato in alcune condizioni chiamate TET2. C’era da capire come funzionava e quale fosse la sua precisa implicazione nelle biologia delle cellule staminali ematopoietiche e nella produzione di cellule del sangue. Due anni in piu’ hanno permesso ai ricercatori di rispondere a questa domanda.
Nel nuovo lavoro pubblicato su Cancer Cell, Bernard ha creato due linee di topi dove l’espressione del gene TET2 e’ stata modificata. I topi senza TET2 presentavano una quantita’ superiore a quella normale di cellule ematopoietiche immature, cioe’ non ancora impegnate nella differenziazione descritta sopra. Col tempo, questi topi sviluppano delle emopatie mieloidi che assomigliano alle leucemie umane.
In contemporanea, l’analisi delle condizioni umane, mostra che esistono ugualmente mutazioni del TET2, soprattutto nelle condizioni che derivano dalle emopatie mieloidi affette da linfociti T. Queste mutazioni possono sopraggiungere in una cellula ematopoietica molto immatura (multipotente).
Questi risultati confermano che una inattivazione della funzione del gene TET2 porta allo sviluppo di tumori. I ricercatori dell’Inserm hanno quindi identificato un nuovo gene che sopprime il tumore.

0 0 votes
Article Rating
Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Archivi

0
Would love your thoughts, please comment.x
()
x