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Ipertensione: se il sonno è disturbato la salute degli anziani è a rischio

Un anziano che soffre di una riduzione del “sonno a onde lente” (in inglese SWS – Slow Wave Sleep) molto probabilmente sviluppera’ ipertensione.

Secondo una nuova ricerca comparsa sulla rivista Hypertension: Journal of the American Heart Association, infatti, le persone che in vecchiaia hanno piu’ bassi livelli di Sws hanno l’80 per cento in piu’ di probabilita’ di sviluppare anche pressione alta. La fase Sws e’ uno degli stadi piu’ profondi del sonno. E’ caratterizzata da onde cerebrali ‘delta’, gli occhi non si muovono e da questa fase e’ difficile risvegliarsi immediatamente.

Gli uomini con ridotta Sws hanno di solito una scarsa qualita’ del sonno, che spesso dura poco, e’ disturbato da frequenti risvegli notturni e a volte funestato da episodi anche severi di apnea notturna. “E’ la prima volta che uno studio mostra che una scarsa qualita’ del sonno espone a un rischio di questo genere. E questi effetti appaiono indipendentemente dalla respirazione, o dalle apnee, che si verificano durante il sonno”, ha spiegato Susan Redline, della Harvard Medical School di Boston, co-autrice della ricerca. I volontari (mediamente di 75 anni di eta’) che hanno mostrato di passare in media meno del 4 per cento del loro sonno nella fase SWS avevano una probabilita’ significativamente piu’ alta di sviluppare pressione alta durante i 3,4 anni di durata dello studio. La ricerca ha anche indicato che questo tipo di correlazione non era influenzato dal peso corporeo. Gli scienziati hanno impiegato la tecnica della polisonnografia, che monitora l’attivita’ del cervello durante il sonno distinguendo fra il sonno Rem e quello non Rem, e che evidenzia le carenze respiratorie misurando il livello di ossigenazione. I partecipanti avevano in media 75 anni. Il sonno Sws, in base a recenti studi, e’ implicato nell’apprendimento e nella memoria, nonche’ in altre funzioni fisiologiche legate al metabolismo e che sono coinvolte anche nel diabete.

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