“Arricchire le conoscenze per mi…

Dal confronto tra esperti…

Test genetici online: decisament…

I test genetici predittiv…

Demenza frontotemporale: la muta…

C'è un difetto nelle vie …

Obesità: non sempre i trattament…

Una formula comune utiliz…

Epilessia: scoperto il regolator…

Scoperto un singole gene …

Nuovo promettente farmaco per l…

[caption id="attachment_1…

Pediatria: per lo sviluppo cereb…

«Con un'alimentazione pri…

Mammografie: esperti riscontrano…

Fino a un quarto dei casi…

Second Sight annuncia il success…

Sylmar, California - 6 ma…

Il segreto della longevita': si …

Il nobel ad una ricerca, …

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Alzheimer: attenzione ai vuoti di memoria in soggetti anziani

Vuoti di memoria improvvisi negli anziani e difficolta’ a ricordare gli eventi piu’ recenti potrebbero essere indicativi di problemi cognitivi piu’ seri di quelli naturalmente connessi all’invecchiamento che meriterebbero un ulteriore approfondimento.

Secondo il nuovo studio, che compare sulla rivista Journal of the American Geriatrics Society, l’incidenza di patologie come l’Alzheimer e’ in rialzo, soprattutto con l’aumentare del numero di anziani (oltre i 65 anni) che, negli Stati Uniti, si prevede raddoppiera’ nei prossimi dieci anni. L’indagine condotta dai ricercatori dell’Harvard Medical School ha coinvolto 16.964 donne con un’eta’ media di 74 anni. Gli scienziati hanno scoperto che, in generale, i lievi disturbi di memoria erano legati a peggiori condizioni delle capacita’ cognitive dei soggetti. Ma non tutti i disturbi erano indicatori di declino cognitivo allo stesso modo.

Ad esempio, la difficolta’ a ricordare la strada di casa in un ambiente di strade familiari era una delle situazioni maggiormente associate a danni cognitivi, mentre la difficolta’ a ricordare le cose che si erano appena viste era piu’ che altro legata al normale invecchiamento. “Queste scoperte suggeriscono che i medici di base dovrebbero prestare grande attenzione alla denuncia, da parte degli anziani, di episodi di questo genere, perche’ spesso possono tradire la necessita’ di compiere ulteriori valutazioni cliniche che possono essere cruciali nella lotta contro l’Alzheimer”, ha spiegato Rebecca Amariglio, fra gli autori dello studio.
.

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami

Archivi