Impulsi ad ultrasuoni a bassa intensità utili per stimolare il cervello

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Impulsi a ultrasuoni a bassa intensita’ potrebbero essere presto utilizzati per stimolare in modo non invasivo il cervello.

La scoperta e’ frutto del lavoro di alcuni neuroscienziati del Virginia Tech Carilion Research Institute, e potrebbe un giorno portare a terapie in prima linea per combattere malattie potenzialmente fatali come l’epilessia. Nell’articolo comparso sulla rivista ‘Nature Protocols’ si spiega che la neuromodulazione ultrasonica non ha bisogno di una particolare focalizzazione per attenuare l’attacco epilettico, e quindi potrebbe essere rapidamente utilizzata nelle situazioni critiche. “Come una specie di defibrillatore esterno, ma usato per il cervello”, ha spiegato Yusuf Tufail, a capo del gruppo di ricerca.

Gli effetti meccanici degli ultrasuoni sono in grado di stimolare l’attivita’ neuronale e questa tecnologia potrebbe essere impiegata anche per altri disordini neurologici, come il Parkinson, la distonia e gravi forme di depressione. Alcuni vantaggi di questa metodologia rispetto, ad esempio, alla stimolazione trans-cranica sono la precisione millimetrica che riescono a raggiungere e, soprattutto, il fatto che possono arrivare a regioni profonde del cervello senza chirurgia invasiva. “Non c’e’ nemmeno un effetto di significativo riscaldamento dei tessuti cerebrali, perche’ gli ultrasuoni sono a bassa frequenza e bassa intensita’”, ha aggiunto Tufail.

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