L'appendice ha un ruolo adesso b…

È riserva dei batteri buo…

NGF: in pazienti pediatrici con …

La somministrazione di un…

Dolore cronico: negli ospedali i…

Secondo 1 specialista su …

Come l'apparato del Golgi viene …

[caption id="attachment_2…

Polipi colon: prevenzione con fi…

[caption id="attachment_2…

Atrofia muscolare spinale: ident…

Identificato un biomarca…

Stato ipnotico: scienziati getta…

Esiste davvero uno stato …

Tè freddo, dissetante ed estivo,…

Fresco, dissetante, un pi…

Gardasil®: il Comitato Europeo p…

I dati di immunogenicità …

Cannabis: fame "chimica" legata …

Un gruppo di scienziati d…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Caduta dei capelli: il nuovo alleato per contrastarla si chiama Prp Ht

La guerra contro la caduta dei capelli ha un nuovo alleato: si chiama ‘Prp Ht’ ed e’ l’ultima frontiera terapeutica per il trattamento della calvizie e del diradamento di capelli, nata negli States e ora sbarcata anche in Italia.

‘Prp Ht’ sta per ‘Platelet rich plasma hair therapy’, ovvero: terapia dei capelli con plasma arricchito di piastrine. Di che si tratta lo spiega la dottoressa Valeria Dente, responsabile del settore Tricologico dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata (Idi) di Roma, dove la Prp e’ quotidianamente praticata e ha sempre piu’ adepti. L’esperta dell’Idi definisce la nuova tecnica curativa, che rientra nel campo della medicina rigenerativa, come “una soluzione a meta’ strada tra la terapia domiciliare fatta di pillole e lozioni, e il trapianto; ed e’ una soluzione immonulogicamente neutra e priva di tossicita'”.

La tecnica, spiega l’esperta all’AGI, “si fonda sul principio secondo cui le cellule staminali presenti nel bulbo del capello sono dotate di recettori per i fattori di crescita. Poiche’ il sangue contiene molte piastrine, a loro volta ricchissime di fattori di crescita, si utilizza il sangue stesso del paziente, opportunamente lavorato con un macchinario ad hoc, una centrifuga che separa le componenti del sangue proprio per ottenere un composto ricco di piastrine”. Tocca quindi ai fattori di crescita presenti nelle piastrine, iniettate nel cuoio capelluto, stimolare le staminali dei bulbi piliferi ancora presenti a produrre il capello. “E’ una delle terapie piu’ innovative”, ha ribadito il medico, “che necessita della presenza di un ematologo, e quindi si puo’ fare solo in ospedale”.
La nuova tecnica e’ indicata nell’alopecia androgenetica, sia maschile sia femminile (“e’ un problema che riguarda anche le donne – ricorda l’esperta – con risvolti psicologici anche piu’ importanti rispetto agli uomini”) e i fattori di crescita iniettati nel cuoio capelluto agiscono sulla quantita’ ma anche sullo spessore del capello.

AGI – Salute

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!