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Infarto: evento grave soprattutto nelle ore mattutine

L’entita’ di un attacco di cuore dipende dall’ora in cui si verifica. E’ quanto riporta uno studio pubblicato sulla versione on line della rivista Circulation Research.

Per l’esattezza, la maggior quantita’ di danni al cuore si verifica quando gli individui hanno un attacco cardiaco tra l’una e le cinque del mattino. In una precedente ricerca sui roditori, la dimensione infartuale ha mostrato una dipendenza circadiana sul tempo di occlusione coronarica.

Come e’ noto, il ritmo circadiano e’ endogenamente diretto da processi biochimici che dettano la sequenza delle 24 ore, e cio’ sia negli animali sia nell’uomo. Ma non era ancora noto se questa dipendenza si verificasse o meno anche negli esseri umani. “Stavamo cercando di accertare se l’ora del giorno di un attacco di cuore influenzi la quantita’ di danni provocati o se questo sia un fenomeno riscontrabile solo nei roditori”, ha spiegato il primo autore dello studio Jay H.
Traverse, cardiologo al Minneapolis Heart Institute dell’Abbott Northwestern Hospital di Minneapolis. La ricerca e’ stata effettuata analizzando il database relativo a 1.031 pazienti che avevano subito un infarto miocardico acuto. I ricercatori hanno osservato che la portata della dimensione dell’infarto e’ risultata significativamente associata al tempo di insorgenza dell’infarto durante il giorno. I danni piu’ elevati sono stati riscontrati quando l’infarto si e’ verificato tra l’una e le cinque del mattino. “E ‘importante capire – ha spiegato Traverse – che la capacita’ del cuore di proteggersi contro i danni piu’ gravi varia nel corso di un ciclo di 24 ore.
Identificare i cambiamenti di protezione puo’ essere particolarmente rilevante per le case farmaceutiche che stanno cercando di sviluppare farmaci cardioprotettivi”.

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