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Parkinson: agenti contaminanti ne favoriscono l’insorgenza

Uno nuovo studio su gemelli pubblicato sulla rivista Annals of Neurology, ha rilevato che l’esposizione al tricloroetilene (TCE), pericoloso contaminante organico presente nel suolo, nelle acque sotterranee e nell’aria, e’ significativamente associato a un aumento del rischio dell’insorgenza della malattia di Parkinson (PD).

La possibilita’ di sviluppare questa malattia neurodegenerativa e’ legata anche all’esposizione al percloroetilene (PERC) e al tetracloruro di carbonio (CCI4). Il Parkinson e’ tra le piu’ diffuse malattie neurodegenerative, caratterizzato da sintomi quali tremori degli arti, rallentamento del movimento, rigidita’ muscolare e disturbi del linguaggio. Il National Institute of Neurological Disorder and Stroke (NINDS) stima in 500.000 il numero di americani affetti da PD e sono piu’ di 50.000 i nuovi casi diagnosticati ogni anno.

Molti studi suggeriscono che la malattia sia causata da una combinazione di fattori genetici e ambientali e ormai sono numerosi anche gli studi che riportano il collegamento tra l’esposizione a solventi e l’aumento del rischio di insorgenza della malattia.
L’attuale studio epidemiologico, condotto da Samuel Goldman e Caroline Tanner dell’Istituto per il Parkinson a Sunnyvale, in California, ha studiato l’esposizione a TCE, PERC e CCI4 e il suo collegamento al rischio di sviluppare la malattia. Il team ha intervistato 99 coppie di gemelli, di cui solo uno avesse la malattia, approfondendone abitudini, stili di vita ed esposizione a solventi specifici (come xilene, toluene, CCl4, TCE e PERC). I risultati hanno evidenziato una significativa associazione tra l’esposizione a TCE e PD e un rischio 6 volte maggiore di insorgenza del Parkinson. “Il nostro studio conferma che i comuni contaminanti ambientali possono aumentare il rischio di sviluppare la malattia, il che ha notevoli implicazioni sulla salute pubblica”, ha commentato Goldman.
TCE, PERC e CCI4 sono sostanze ampiamente utilizzate in tutto il mondo: il TCE e’ un comune agente utilizzato per il lavaggio a secco, adesivi, vernici e lava-moquette. Nonostante la Food and Drug Administration (FDA) ne vieti l’utilizzo come anestetico generale e disinfettante cutaneo, e’ ancora ampiamente usato oggi come agente sgrassante. In un comunicato emesso il 28 settembre scorso la Environmental Protection Agency (EPA) ne ha ufficialmente dichiarato il carattere cancerogeno per l’uomo.

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