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Trachea in provetta: sta bene primo trapiantato in Islanda

Sta bene e conduce una vita del tutto normale il 36-enne cui lo scorso giugno in Islanda e’ stata impiantata la prima trachea totalmente artificiale costruita in provetta, dopo che la sua era stata rimossa a seguito di un tumore cui altrimenti non sarebbe sopravvissuto.


Le condizioni dell’uomo – che ha potuto riprendere la sua occupazione e discutera’ presto una tesi di dottorato in geofisica – a 5 mesi dall’intervento sono state riferite dalla rivista Lancet. A operarlo e’ stata l’equipe di Paolo Macchiarini, che ha riferito a Lancet di aver gia’ ripetuto la stessa operazione su un 30-enne americano e che sta pianificando un terzo intervento su un neonato coreano.
L’organo artificiale e’ stato interamente costruito in laboratorio utilizzando materiali frutto di nanotecnologie (polimeri sintetici ultrapiccoli) e cellule staminali del paziente stesso che hanno riprodotto i tessuti di rivestimento della trachea, moltiplicandosi e forgiandosi sulla struttura tridimensionale di sostegno prodotta su misura del paziente.

Questo tipo di trapianto rappresenta ovviamente il futuro a cui mirare perche’ permette di costruire organi su misura di pazienti a prova di rigetto e quindi di bypassare il problema della carenza di donatori, delle liste d’attesa e della compatibilita’ donatore-ricevente.

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