Arriva il preservativo femminile…

L’AIDOS lancia la Campagn…

Diabete: scoperto interruttore m…

[caption id="attachment_8…

Vaccini: studio riconferma valid…

- I vaccini sono ampiame…

Disfunzione erettile "fantasma".…

Scoperta una nuova forma …

Dal Congresso Co.r.te.: con Bion…

Studio dell’equipe del pr…

Enzima-terapia per combattere l'…

[caption id="attachment_5…

Una proteina che attiva gli sper…

Si chiama PLCz e avvia un…

Merck Serono S.p.A. destina 1,2 …

·       L’investimento te…

Cellulari e tumore ai testicoli:…

Uno studio assolve i tele…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Ictus: corrente di lieve entità diretta al cervello in grado di ripararne i danni

Uno studio italiano mostra che con una lieve ‘corrente’ indolore diretta al cervello si possono riparare i danni post-ictus.

I ricercatori dell’IRCCS Santa Lucia e dell’universita’ di Tor Vergata di Roma, diretti da Marco Bozzali, hanno infatti testato con successo la stimolazione magnetica transcranica su 20 pazienti reduci da ictus. Secondo i risultati del lavoro pubblicati sulla rivista Neurology, la stimolazione, detta anche TMS, e’ in grado di riabilitare pazienti con un grave danno, molto comune dopo un ictus, la eminegligenza spaziale, ovvero la perdita di consapevolezza di una parte dello spazio che ci circonda che semplicemente diventa invisibile per il paziente. Se il soggetto e’ colpito da ictus in una parte dell’emisfero sinistro del cervello, perdera’ consapevolezza dello spazio alla sua destra e viceversa. Le tecniche di riabilitazione oggi in uso non producono grossi risultati.

La TMS, che consiste nel porre sullo scalpo una specie di magnete che manda impulsi elettromagnetici alla parte desiderata della corteccia cerebrale, e’ in grado di ‘riattivare’ la regione neurale danneggiata e quindi di ridare equilibrio all’attivita’ cerebrale dei due emisferi sbilanciata dall’ictus. Gli italiani hanno testato la TMS su 20 pazienti, a 10 dei quali hanno effettivamente ‘somministrato’ la terapia per due settimane, agli altri una finta stimolazione (placebo). In due settimane i pazienti trattati hanno visto migliorare considerevolmente il loro danno e quindi aumentare la consapevolezza dello spazio compromessa dall’ictus.

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!