Cortisone: aumenta i rischi di p…

Un nuovo studio dello sve…

Farmaci: nuovo metodo per crearn…

Un gruppo di scienziati …

Epatite B: arriva "Path B" perco…

Un viaggio in sei tappe p…

Menisco lesionato: quando bisogn…

150 mila italiani sono co…

Lo spermatozoo che incontra l'ov…

Scienziati Usa fotografan…

I nuovi dati presentati al Congr…

[caption id="attachment_2…

Molta acqua NON è panacea di ben…

(AGI) Bere molta acqua no…

Relaxina: l'ormone delle neo-mam…

[caption id="attachment_8…

Evoluzione nei batteri: il mecca…

Anche se le fonti di dive…

Enfisema: predire la patologia c…

Un semplice esame del san…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Parodontite: spesso il laser è in grado di eliminare batteri evitando vie chirurgiche

Laser a diodi e una speciale sostanza colorante per stanare e ‘friggere’ i batteri che infettano i tessuti della bocca, causando le parodontiti. “Si tratta di un nuovo approccio, in grado di sterilizzare le tasche parodontali distruggendo il 100% dei batteri, senza effetti collaterali e in modo meno traumatico rispetto ai sistemi tradizionali.

Oltretutto in questo modo in molti casi si evita la terapia chirugica”. A descrivere all’Adnkronos Salute i vantaggi della terapia fotodinamica contro le parondotiti è il dentista romano Giuseppe Conca ( http://www.dottgiuseppeconca.it ).
“Le parodontiti sono risposte infiammatorie indotte dalla placca, che distruggono i tessuti parodontali. Si tratta di un problema molto diffuso, soprattutto dopo i 45 anni, anche se esistono forme aggressive giovanili. Oltre alla terapia chirurgica – prosegue Conca – esiste oggi una tecnica laser meno invasiva: la terapia fotodinamica. Si applica una sostanza colorante, dall’effetto antibatterico, nella parte da trattare.

Questa sostanza si fissa sulle membrane cellulari dei batteri, rendendoli dunque visibili. Poi un laser a diodi, con una lunghezza d’onda di 850 nanometri, li distrugge”. In pratica, l’energia si trasforma in calore e i batteri vengono ‘fritti’. “Il tutto senza alcun problema per i tessuti della bocca, con l’eliminazione del 100% dei batteri”.
Il numero di sedute dipende “dalla vastità del problema e dai quadranti interessati: occorre una seduta per ciascun quadrante. Capita a volte che il trattamento debba essere abbinato a una rimozione manuale del tartaro. In ogni caso – conclude – si tratta di una tecnica meno traumatica rispetto a quelle tradizionali, che sterilizza con certezza la tasca parodontale e rappresenta un utile passo avanti nella terapia delle parodontiti”.(ADNKRONOS)

0 0 votes
Article Rating
Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Archivi

0
Would love your thoughts, please comment.x
()
x