AIFA revoca il divieto a scopo c…

Riconfermate la sicurez…

Colla delle cozze: allo studio, …

Il segreto del formidabil…

La tela del ragno e i segreti in…

La capacità di resistere …

Dolomiti: scienziati finalmente …

Da tanti anni gli scienzi…

Il Progetto Diabete in Veneto di…

La V Commissione Sanità R…

Tumore della prostata in Italia:…

Fondamentalii percorsi di…

Polmonite e diarrea mietono anco…

Polmonite e diarrea uccid…

Al Congresso europeo di Radioter…

Nell'ambito del Congresso…

Vaccini: una sostanza potrebbe e…

Scoperto un composto che…

26enne deceduto in USA, non pote…

 Il giovane Alec Smith-Ho…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

‘Leggere il pensiero’ potrebbe diventare presto una possibile realtà scientifica

‘Leggere il pensiero’ non è una sfida fantascientifica: potrebbe diventare una possibilità reale in tempi brevi. Almeno a giudicare dai primi risultati ottenuti da un’equipe di scienziati dell’università della California, a Berkeley che sono riusciti a comprendere parole pensate solo analizzando l’attività cerebrale, come descritto nello studio pubblicato su PLoS Biology.

I neuroscienziati hanno registrato l’attività elettrica nell’area del cervello dedicata alle informazioni uditive- il giro temporale superiore, deputato ad aiutarci a dare un senso linguistico a ciò che ascoltiamo – e hanno messo a punto un modello per interpretare i suoni solo in base alle onde cerebrali. Un sistema che, nelle intenzioni degli studiosi, guidati da Brian Pasley, potrebbe aiutare a comunicare con i pazienti in coma o impossibilitati a parlare a causa di un ictus o una paralisi.
Per mettere a punto il sistema i ricercatori hanno impiantato elettrodi nel cervello di pazienti che dovevano sottoporsi a operazioni neurochirurgiche per epilessia o tumori, nei quali era possibile registrare l’attività cerebrale in modo invasivo.


Utilizzando la risonanza magnetica i ricercatori hanno seguito l’attivazione delle diverse aree del cervello rispetto alle parole pensate, disegnando una ‘mappa’. Attraverso un modello informatico, infine, sono state individuate le aree più attive rispetto alle diverse frequenze di suono. In questo modo gli scienziati sono riusciti ad ‘indovinare’ le parole pensate traducendo le onde cerebrali in suoni.

0 0 vote
Article Rating
Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Archivi

0
Would love your thoughts, please comment.x
()
x