Cardiologia: bypass biologici po…

[caption id="attachment_6…

Chirurgia bariatrica: funziona m…

Bisturi per dimagrire? Fu…

Obesità: si associano disfunzion…

I ricercatori dell'Univer…

Colesterolo: inutile digiuno con…

Il tempo che il corpo imp…

Quando correre fa anche del bene

Migliaia di atleti per vi…

Epatite C: con Telaprevir un app…

Con il prossimo lancio su…

La rigenerazione del midollo spi…

Concluso con successo un …

Un aborto non pregiudica la succ…

Le moderne tecniche di …

Chemio verde, estratta dai brocc…

L'estratto di germogli di…

INFLUENZA 2016/17: attesa stagio…

Milano, 3 ottobre 2016 - …

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Obesità: si associano disfunzioni cognitive

I ricercatori dell’Universita’ di Turku e Aalto hanno individuato nuove evidenze circa l’alterazione delle funzioni del cervello nei pazienti obesi.


Nella maggior parte dei paesi occidentali, la crescita del tasso di obesita’ rappresenta uno dei fattori di sanita’ pubblica piu’ preoccupanti. Da tempo e’ noto che alcune persone sono inclini al sovrappeso e aumento di peso a causa di disfunzioni del sistema nervoso. Il sistema nervoso centrale, infatti, e’ intimamente coinvolto nella elaborazione dei segnali della fame. Ora i ricercatori dell’Universita’ di Turku e Aalto hanno trovato nuove prove circa il ruolo del cervello nell’obesita’.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista PLoS ONE. I ricercatori, in particolare, hanno misurato i circuiti cerebrali con piu’ metodi di brain imaging e i risultati hanno rivelato che nei soggetti obesi, a differenza dei magri, il metabolismo del glucosio cerebrale e’ significativamente piu’ alto nelle regioni striatali del cervello, ovvero di quelle coinvolte nella elaborazione dei segnali di ricompensa (vale a dire dei segnali che forniscono un senso di gratificazione e di soddisfazione all’individuo).
”I risultati suggeriscono che il cervello degli individui obesi potrebbero generare costantemente dei segnali che promuovono l’assunzione di cibo anche quando il corpo non ri chiederebbe l’assorbimento di energia supplementare”, ha spiegato Lauri Nummenmaa Adjunct Professor presso l’Universita’ di Turku. ”I risultati evidenziano il ruolo del cervello nell’obesita’ e nell’aumento di peso e forniscono – ha concluso ricercatrice – importanti modelli circa lo sviluppo di trattamenti farmacologici e psicologici della patologia”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Archivi