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Diabete di tipo 2: scoperto legame con un batterio

Scoperta associazione tra una specie di batteri (H. pylori) e i livelli di emoglobina glicosilata (HbA1c), un importante biomarker dei livelli di glucosio nel sangue e del diabete.

La ricerca ha messo in evidenza che l’associazione era piu’ forte nei soggetti obesi con un indice di massa corporeo piu’ elevato (BMI), suggerendo che i batteri possono giocare un ruolo nello sviluppo del diabete negli adulti. Lo studio e’ stato pubblicato on line sul Journal of Infectious Disease. L’infezione da H. pylori dello stomaco puo’ essere acquisita gia’ durante la prima infanzia, diventando progressivamente sempre piu’ persistente, provocando ulcere gastriche e duodenali.

Pertanto tali batteri sono stati solitamente associati ad un aumento del rischio di cancro gastrico, ma circa la relazione con il diabete di tipo II le evidenze sino a ora non erano univoche. Per comprendere meglio tale rapporto, Yu Chen e Martin Blaser, entrambi ricercatori presso la New York University School of Medicine, hanno analizzato parte dei dati dei partecipanti di due indagini nazionali sulla Salute e sulla Nutrizione (NHANES III e NHANES 1999-2000). Secondo gli autori: “H. pylori e’ stato costantemente correlato al livello di HbA1c negli adulti, un biomarker valido e affidabile per i livelli ematici di glucosio a lungo termine. Inoltre, l’associazione si dimostrata piu92 forte nei soggetti con un alto indice di massa corporea rispetto a quelli con un valore inferiore”. I ricercatori hanno ipotizzato che H. pylori puo’ influenzare i livelli di due ormoni dello stomaco che aiutano a regolare il glucosio nel sangue, e suggeriscono che potrebbe essere utile l’eradicazione del batterio attraverso antibiotici in alcuni individui obesi piu’ anziani. Ulteriori ricerche saranno necessarie per valutare gli effetti sulla salute della eliminazione dell’infezione tra i diversi gruppi di eta’ e in relazione allo stato di obesita’, hanno infine notato gli autori. (AGI) –

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