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Virus Ebola: due farmaci per combatterlo

Medicinali “biologici” usati per una forma di leucemia potrebbero curare il virus famoso per il libro “Area di contagio”


Due farmaci attualmente impiegati nella cura della leucemia mieloide cronica potrebbero rivelarsi in futuro utili per affrontare il virus Ebola, uno dei più temuti agenti infettivi conosciuti, che può portare a morte in almeno nove casi su dieci e reso famoso dal libro «Area di contagio». A farlo sperare è una ricerca condotta negli Usa da Mayra Garcia dell’NSAID (National Institute of Allergy and Infectious Diseases) apparsa su Science Translational Medicine, che mostra come l’impiego di due medicinali, imatinib e nilotinib, possa dare tempo al corpo di combattere l’infezione prima che questa diventi letale.
I SINTOMI DELLA MALATTIA – L’infezione, peraltro molto rara visto che dal 1970 ad oggi sono stati meno di 2000 i casi osservati, porta a febbre elevata, vomito, diarrea, gravi disturbi respiratori. Ma soprattutto nel patrimonio genetico del virus è disegnato anche il potere di provocare emorragie diffuse, che colpiscono gli organi interni e sono proprio queste a determinare il rischio di morte.

CELLULE EMBRIONALI – Secondo gli studiosi americani, che hanno lavorato su cellule embrionali umane di rene, in laboratorio una particolare proteina chiamata C-Abl1 tirosin-chinasi, che funzionerebbe come naturale regolatore della replicazione virale. I farmaci, così come altri della stessa famiglia, agirebbero bloccando l’attività di questa proteina. Inoltre una proteina virale chiamata VP40 bloccherebbe di conseguenza il rilascio di virus dalle cellule infette. Il risultato di questa seconda azione sarebbe il controllo della replicazione virale, con conseguente riduzione della diffusione dell’infezione, con conseguente possibilità per il sistema immunitario di guadagnare tempo per attivarsi e difendersi meglio dall’infezione. La strategia, in qualche modo, sembra assomigliare a quella di Fort Alamo. Così come nella fortezza alcuni patrioti si sono sacrificati per frenare l’avanzata delle truppe messicane e quindi dar tempo a Sam Houston di organizzare al meglio il proprio esercito, così i farmaci attualmente impiegati per la cura della leucemia potrebbero rallentare la diffusione del virus, offrendo all’organismo l’opportunità di rinforzare le proprie difese. Il virus Ebola, individuato nell’Africa centrale, soprattutto in Zaire e Sudan, fa parte della famiglia dei filovirus e si trasmette attraverso un vettore animale ancora sconosciuto. Ma può aggredire anche i primati e risulta altamente contagioso. Ad oggi non esiste ancora una terapia mirata per questa infezione.
Corriere.it

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