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Epilessia in età pediatrica incide sull’invecchiamento del cervello

L’esordio infantile dell’epilessia del lobo temporale ha un impatto significativo sull’invecchiamento cerebrale. Lo conferma un nuovo studio effettuato da un gruppo di ricerca dell’University of Wisconsin-Madison, pubblicato su Epilessia, una rivista peer-reviewed della International League Against Epilepsy (ILAE). L’epilessia del lobo temporale e’ la forma piu’ comune di epilessia parziale, in media interessa circa il 60 per cento di tutti i pazienti che hanno questa forma di malattia.


Precedenti studi di imaging su pazienti con epilessia del lobo temporale hanno mostrato anomalie nella struttura del cervello, in particolare nell’ippocampo, nel talamo, in altre strutture sottocorticali e nel volume della materia bianca. Tuttavia, vi e’ una scarsa conoscenza degli effetti dell’invecchiamento su questi cambiamenti cerebrali strutturali. Per caratterizzare e correlare all’eta’ le differenze incorse nella struttura del cervello, Bruce Her mann e i colleghi della University of Wisconsin-Madison hanno reclutato 55 pazienti con infezione cronica da epilessia del lobo temporale, comparandole con un campione di controllo di 53 persone sane. I partecipanti avevano in media tra i 14 e i 60 anni. La risonanza magnetica (MRI) e’ stata utilizzata per misurare lo spessore corticale, l’area e il volume nel cervello di tutti i soggetti. Tra le altre cose, i ricercatori hanno scoperto che con l’avanzare dell’eta’ sia i soggetti con epilessia sia i soggetti sani presentavano cambiamenti progressivi nelle regioni corticali, sottocorticali e cerebellari, solo che i pazienti con epilessia mostravano anomalie piu’ estese. In particolare, nei pazienti affetti da epilessia si e’ registrata un’espansione molto piu’ marcata dei ventricoli laterali del cervello.

“Le anomalie anatomiche in pazienti con epilessia comportano senz’altro un impatto significativo sullo sviluppo neurologico”, ha messo in evidenza Hermann. “I pazienti con epilessia – ha concluso – sono gravati da importanti stress nello sviluppo neurologico proprio a causa degli effetti cumulativi di queste anomalie cerebrali”.

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