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Fecondazione “in vitro”: possibile eredità di rischi vascolari nel nascituro

Uno studio svizzero ipotizza rischi vascolari per i bambini nati da fecondazione in vitro o altre tecniche di procreazione assistita.

Secondo quanto riporta il quotidiano francese ‘Le Monde’, in un programma televisivo andato in onda sulla tv elvetica RTS alcuni medici svizzeri hanno mostrato le tappe di uno studio durato quattro anni – pubblicato sulla rivista on line ‘Circulation’ – che prende in esame alcuni dei pericoli connessi alla fecondazione in vitro. In particolare Urs Scherrer, cardiologo all’ospedale universitario di Berna, e i suoi colleghi hanno studiato 65 casi di bambini in buona salute, di circa 12 anni, nati mediante tecniche di procreazione assistita: rispetto al gruppo di controllo (57 bambini concepiti naturalmente) le arterie sono apparse piu’ rigide e meno sensibili all’espansione. La parete interna delle arterie carotidee, inoltre, e’ apparsa piu’ spessa e a 3500 metri d’altezza la pressione delle arterie polmonari e’ stata del 30 per cento piu’ elevata.


Malgrado la necessaria cautela che gli autori stessi dello studio invocano in attesa di ulteriori studi – gli effetti a lungo termine non possono essere ancora esaminati dal momento che i primi bambini concepiti in provetta hanno oggi circa 30 anni – la conclusione dello studio e’ che le anomalie vascolari riscontrate non sembrano essere collegate a fattori ereditari, ma alla procedura di procreazione stessa .

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