Virus H7N9 mutato: ora, resisten…

Il ceppo cinese del virus…

Gel anti-HIV per le donne, avant…

Il preparato ha prevenuto…

Obesità: arriva pacemaker che st…

Un sistema intelligente p…

Disponibile anche in Italia lina…

In vigore il provvedim…

Tumori del colon-retto: identifi…

Identificate le molecole …

Scoperto un nuovo fattore di ris…

[caption id="attachment_5…

Scoperto il 'turbo' molecolare c…

[caption id="attachment_5…

AIDS: crescono di un terzo i cas…

Negli ultimi dieci anni e…

Cancro alle ovaie e fumo: scoper…

Ricercatori britannici sc…

Fecondazione assistita: sono 5 m…

Sono arrivati a quota 5 m…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

AIDS: stimate quattro mila infezioni ogni anno, ma solo uno su quattro ne viene a conoscenza

Si stima che in Italia siano 170-180 mila le persone affette da Hiv e 40mila circa quelle con Aids.
Le nuove infezioni sono 4mila circa, in un anno, 11 ogni giorno e “un sieropositivo su 4 non sa di esserlo”. Sono i dati forniti da Stefano Vella, direttore del Dipartimento del farmaco all’Istituto Superiore di Sanita’, recentemente nominato al vertice delle Linee Guida mondiali Hiv dell’Oms.


“C’e’ ancora un preoccupante problema di non conoscenza -continua l’esperto- di sottovalutazione del rischio: un paradosso, se pensiamo a un virus che per 30 anni e’ stato sotto i riflettori”. Hiv e Hcv: la prima ridotta da catastrofe planetaria a malattia cronica, la seconda da malattia invincibile a virus che si puo’ addirittura eradicare.
Comunque, ancora due emergenze dai grandi numeri; due killer spietati che non fanno paura. Ecco uno degli aspetti piu” preoccupanti che hanno in comune i due virus. Se ne discute questa mattina a Roma, nel corso del convegno “Hiv e Hcv: due storie parallele,le sfide del futuro”, presso l’Istituto Superiore di Sanita’. “Due virus, due big killer, che non entrano pero’ nelle coscienze della collettivita’ – spiega Pierluigi Antonelli, presidente e Amministratore Delegato di MSD Italia e Vicepresidente Farmindustria,che si domanda se “la virtuosa partnership tra pubblico e privato messa in campo fino ad oggi -e che ha permesso di raggiungere risultati importanti – e’ ancora possibile in tempo di crisi”.

Gli esperti riuniti all’incontro concordano: il settore privato deve continuare a fare la sua parte,ma e’ altrettanto necessario “che chi governa capisca che si tratta di un percorso lungo, oneroso e non privo di rischi”, sottolinea Antonelli, che ricorda il caso di ritardo emblematico sui nuovi farmaci per l’HCV. “Nonostante le evidenze incontrovertibili in favore della guarigione virologica rispetto alla terapia standard, ancora non abbiamo avuto la possibilita’ di essere auditi in Aifa per la nostra molecola boceprevir, per la quale abbiamo presentato la domanda di fissazione del prezzo e del regime di rimborsabilita’ esattamente 301 giorni fa”.

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami

Archivi