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Bilirubina: protegge da cancro e malattie cardiache

Il pigmento contenuto nella bile, da sempre considerato parte del processo digestivo, secondo uno studio avrebbe il potere di proteggere dalle malattie cardiovascolari e anche dal cancro grazie all’azione contro il danno ossidativo

La bilirubina, un curioso nome per un pigmento contenuto nella bile di colore giallo-rossastro, non si limiterebbe a essere un sottoprodotto, ma avrebbe peculiari potenzialità nella prevenzione delle malattie cardiache e il cancro.

La bile ha un suo ruolo nel processo digestivo. È prodotta dal fegato ed è costituita in maggioranza da acqua (il 95%). Tra i vari componenti della bile si trova appunto un pigmento chiamato bilirubina che, secondo uno studio internazionale, avrebbe potenzialità fino a oggi sconosciute.
Il dottor Andrew Bulmer del Griffith Health Institute e colleghi del Heart Research Institute di Sydney e l’Università di Vienna hanno condotto uno studio, poi pubblicato su Free Radical Biology and Medicine, i cui risultati potrebbero offrire una speranza nella lotta alle malattie cardiovascolari e il cancro.

Il team di ricercatori ha reclutato 44 persone, di cui la metà affetta dalla Sindrome di Gilbert, una sindrome che si caratterizza con elevati livelli di bilirubina nel sangue e concentrazioni più elevate di antiossidanti, che possono proteggere dalla malattia. La Sindrome di Gilbert per le sue caratteristiche non è considerata una vera malattia, ma una situazione “anomala” in cui vi è un’alterazione del metabolismo della bilirubina. I sintomi sono difficilmente rilevabili se non dietro visita medica. Questa situazione, benigna, pare che in realtà protegga le persone che ne sono soggette.

«Le analisi del sangue hanno rivelato che i partecipanti allo studio con la sindrome di Gilbert hanno mostrato meno danni a causa dei radicali liberi e mostrato costantemente alti livelli di antiossidanti nel sangue – spiega nel comunicato della Griffith University il dottor Bulmer – Naturali elevate concentrazioni di bilirubina proteggono chiaramente le persone con la sindrome di Gilbert dai processi implicati nell’insorgenza e nella progressione della malattia. Siamo in una posizione unica per utilizzare queste informazioni per aiutare a prevenire una serie di malattie».

L’aver scoperto che elevate concentrazioni di bilirubina possono proteggere dal danno ossidativo e abbassano i livelli di colesterolo nel sangue, si pone come un potenziale obiettivo di studio per l’applicazione di questa sostanza nella prevenzione di determinate malattie – tutte conseguenti al danno ossidativo e al colesterolo. Tra queste ci sono infatti le malattie cardiovascolari e alcune forme di cancro o tumore.
«Questi risultati rivelano un potenziale futuro per nuovi farmaci, dieta e interventi sugli stili di vita che potrebbero essere utilizzati per aumentare leggermente la concentrazione di bilirubina nelle persone a rischio di cancro e malattie cardiovascolari», conclude Bulmer.(La Stampa.it)

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