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Encefalopatia da trauma: sviluppata una tecnica per individuarla

L’Encefalopatia traumatica cronica (CTE) e’ stata fino ad oggi diagnosticata soltanto attraverso l’autopsia. La malattia, che colpisce molti giocatori di football, baseball e di boxe dal momento che deriva da forti traumi cranici, e’ sotto esame per individuare metodi che consentano di individuarle quando un soggetto e’ ancora vivo. Tra questi, quello ideato dalla University of California, Los Angeles, un biomarcatore in grado di attaccarsi a grovigli di proteine tau cosi’ da mostrarsi su scansioni PET di persone vive. Gary Small della UCLA e’ attualmente al lavoro per uno studio pilota su giocatori di National Football League in pensione, che vengono sottoposti a scansioni cerebrali.


Se l’esperimento ha successo, il suo lavoro andrebbe a ri-orientare la branca delle lesioni alla testa per salvare vite umane, piuttosto che limitarsi ad accertarle dopo la morte. Il mese scorso il giocatore Junior Seau si e’ tolto la vita nell’appartamento di Oceanside, California: il suo cervello e’ stato richiesto sia dal Brain Injury Research Institute della UCLA sia dal Boston University’s Center for the Study of Traumatic Encephalopathy, le due banche cerebrali piu’ importanti per lo studio di danni in ex giocatori. Se otterranno il consenso della famiglia, il cervello di Seau sara’ analizzato per verificare se, come ci si aspetta, i tessuti mostrano un accumulo di proteina tau in grovigli simili a quelli presenti nei malati di Alzheimer. “La scansione delle tau e’ come il S anto Graal del danno cerebrale cronico”, ha detto Julian Bailes, uno dei fondatori del Brain Injury Research Institute. Il marcatore sotto esame alla UCLA e’ il piu’ promettente tra i vari progetti di ricerca sulla CTE.

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