24 maggio: nel Parco Alto Milane…

Busto Arsizio (VA), maggi…

CNR e Istituto FIRC: SLA e cancr…

Uno studio congiunto di C…

Alzheimer: cambiamenti neuropato…

Dopo la morte, i cervell…

Ossido nitrico: non è solo l'age…

Svelata completamente la …

Spiegata correlazione tra emicra…

[caption id="attachment_5…

"Cintura dializzante": il futuro…

[caption id="attachme…

Cancro ai polmoni: in fumatori c…

Elevati livelli di bili…

Dopo traumi, mitocondri scambiat…

[caption id="attachment_6…

Tumori: allo studio un test, per…

Le lacrime potrebbero ave…

Considerati eccessivi e numerosi…

ORLANDO – Si muore sempre…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Studio sulla resistenza all’AIDS, per capire l’innata capacità di alcuni individui di controllare il virus

Promettenti i risultati di un nuovo studio sulla resistenza al virus dell’HIV. Un team internazionale di ricercatori guidati dal Bruce Walker del Ragon Institute in Massachusetts, USA, ha infatti scoperto come mai alcuni individui (circa 1 su 300) presentano la capacita’ innata di controllare l’HIV senza fare ricorso ai farmaci. Lo studio, pubblicato su Nature Immunology, mostra come questi individui presentino un ceppo specifico di cellule immunitarie “killer”, molto efficaci contro il virus. “Ogni essere umano presenta delle cellule dette linfociti T citotossici (CTL).

Tuttavia, nonostante vengano prodotte in grandissime quantita’ durante un’infezione da HIV, queste non sono efficaci contro il virus; a meno che non appartengano a uno specifico ceppo che presenta un recettore in grado di riconoscere il virus” ha spiegato Walker. “Finora, la produzione di un vaccino contro l’HIV e’ stata inefficace perche’ si sono prodotte cellule T, ma del tipo sbagliato. Il prossimo passo e’ ora capire come c’e’ in questi recettori da renderli cosi’ efficaci. Ogni nuova scoperta di questo tipo ci porta un passo piu’ vicini alla sconfitta dell’AIDS”.

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami

Archivi