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E. coli e Pneumococco: scienziati trovano il punto debole

Scienziati scoprono il punto debole del noto batterio “killer”, l’Escherichia coli, in una molecola che può proteggerci dalle pericolose infezioni, compresa quella da Pneumococco
Ci sono molti batteri pericolosi in giro, e bisogna stare molto accorti – specialmente d’estate.
Uno di questi è l’E. coli, venuto alla ribalta qualche tempo fa con il soprannome di batterio killer, che contamina gli alimenti e provoca disturbi anche gravi che possono portare anche alla morte. Ma non solo, questo batterio è infatti in buona compagnia: ci sono altresì anche altri agenti patogeni infettivi che possono mettere in pericolo la nostra salute. Tra i tanti, vi è il pneumococco, che anziché attaccarci attraverso i cibi ci contamina attraverso i polmoni.

Tutti questi batteri, per fortuna, non sono invincibili e anche loro hanno il proprio tallone d’Achille. Questo punto debole, scoperto dai ricercatori statunitensi del La Jolla Institute for Allergy & Immunology in realtà risiederebbe nelle proprietà protettive di una molecola, chiamata HVEM, che si trova nelle cellule che rivestono la superficie di intestino e polmoni del nostro corpo, ossia le cellule epiteliali.
Questa molecola, «espressa dalle cellule che rivestono la superficie del polmone e dell’intestino – spiega nel comunicato La Jolla il principale autore dello studio, dottor Mitchell Kronenberg – è fondamentale per proteggere il corpo dall’E. coli, il pneumococco e altre infezioni batteriche che entrano nel nostro corpo attraverso il rivestimento del nostro apparato respiratorio o tratto intestinale».

Questa scoperta si rivela fondamentale per la produzione di rimedi o vaccini contro questo genere di infezioni, i quali potranno essere sviluppati partendo proprio da questa base.
«Abbiamo scoperto che le attività di HVEM in queste cellule fungono da guardia di frontiera che risponde alla presenza di batteri invasivi e segnala al sistema immunitario di inviare più truppe [a difesa] – prosegue Kronenberg – Senza il suo coinvolgimento come parte della barriera protettiva epiteliale, il corpo potrebbe essere invaso dai vari batteri che causano malattie».

Come già si sapeva, le cellule epiteliali considerate dallo studio sono situate nella cosiddetta linea di confine delle mucose dell’organismo. Queste comprendono la bocca, il naso, i polmoni e l’intestino, i quali sono anche la porta d’ingresso elettiva per tale genere di batteri.
«Le persone sapevano già che le cellule epiteliali della mucosa fanno da frontiera di protezione del corpo dalle infezioni – sottolinea Kronenberg – Ma quello che non era noto era che HVEM è estremamente importante nel trasformare la risposta antibatterica delle cellule epiteliali».

Comprendere dunque appieno il ruolo delle cellule epiteliali e di questa molecola nel far fronte alle aggressioni da parte degli agenti patogeni potrebbe fare davvero la differenza nella lotta alle infezioni che mietono numerose vittime ogni anno.

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