Cellule staminali per la ricostr…

Per ora e' un sogno: cost…

Avocado: elisir contro chili di …

E' un frutto indispensabi…

Cervello: dopamina riduce impuls…

Innalzare i livelli del n…

Apnea notturna e i rischi di ict…

Le persone che soffrono d…

[Cordis] Buone notizie per i gio…

Secondo una nuova ricerca…

Calcoli renali: abuso di bevande…

Bere bibite gassate e…

Menopausa: cure sì, ma mirate

In occasione della gior…

Cellule tumorali morenti usano l…

La proteina chiamata PARC…

Dal MIT: silenziare 'i promotori…

[caption id="attachment…

La rete europea LeukemiaNet agev…

I ricercatori europei con…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Procreazione medicalmente assistita: nel 50% dei casi è il maschio ad avere problemi

”In una coppia su due e’ il maschio ad avere problemi. Gli stili di vita e il tempo influiscono sulla salute riproduttiva dell’uomo”, lo rivelano gli specialisti del centro di medicina della riproduzione ProCrea di Lugano (Svizzera) cui ogni anno si rivolgono piu’ di mille coppie italiane. ”A fronte di un crescente ricorso alle tecniche di procreazione assistita, l’infertilita’ di tipo maschile interessa circa una coppia ogni due”, spiega Cesare Taccani, specialista in medicina della riproduzione. I dati contenuti nella relazione sulla procreazione medico assistita, che il Ministro della Salute ha presentato in Parlamento, lo confermano: il fattore di infertilita’ di tipo maschile costituisce la prima causa di infertilita’ tra le coppie di pazienti con il 32,7 per cento. Se a questo si aggiungono le coppie che soffrono di una infertilita’ mista, sia di tipo maschile che femminile, la relazione arriva ad affermare che ”le coppie in cui e’ presente una patologia maschile ammontano al 50,7 per cento del totale”.


Quindi, tra quanti si rivolgono ai centri di medicina della riproduzione, in una coppia su due il ”problema” e’ rappresentato dall’uomo. Situazione del tutto simile a quella italiana viene rilevata anche in Svizzera. Secondo l’ufficio federale di statistica, nel 2010 la sterilita’ maschile e’ stata rilevata nel 45,2 per cento delle coppie che si sono rivolte ai centri di procreazione assistita; la sterilita’ femminile nel 17,3 per cento dei casi, mentre cause sia maschili che femminili nel 25 per cento. Resta un 11 per cento dei casi dove la sterilita’ e’ idiopatica, quindi senza alcuna spiegazione scientifica. ”Tra Italia e Svizzera i numeri variano di poco. Due i dati centrali: la sempre maggiore presenza di problemi sul fronte maschile e la necessita’ di fare un’azione di prevenzione a favore della salute riproduttiva nell’uomo”, continua Taccani, ”nella maggior parte dei casi parliamo di situazioni di infertilita’ dettate da un basso numero di spermatozoi sani o da problemi con la funzionalita’ spermatica tali da rendere difficile la fertilizzazione dell’ovocita in condizioni normali”. L’elevata incidenza dei problemi maschili pero’ non deve eccessivamente preoccupare. ”In molti casi i problemi di infertilita’ possono essere curati o comunque superati”, precisa lo specialista di ProCrea, ”solamente nel 3% delle coppie infertili vi e’ una condizione per cui e’ necessario ricorrere alla fecondazione eterologa mediante donazione di spermatozoi”. La fertilita’ maschile, pur essendo piu’ longeva rispetto a quella femminile, e’ pero’ influenzata negativamente da fattori esterni e interni. ”Infezioni trascurate, iperstrogenismo alimentare e ambientale e stress sono tra le principali cause che provocano infertilita’ nell’uomo – ricorda Taccani -. Occorre pero’ tenere presente anche il fattore tempo: la fertilita’ di un venticinquenne infatti non e’ uguale a quella di un uomo di 50 anni. L’eta’ media del partner maschile che si rivolge al nostro centro e’ ormai superiore ai 40 anni: anche gli uomini tendono a posticipare sempre piu’ la decisione di diventare padri”. Tra le altre cause di infertilita’ rilevate nelle coppie che si rivolgono ai centri specializzati di procreazione assistita ci sono quelle femminili come infertilita’ endocrina-ovulatoria (nel 16 per cento dei casi), endometriosi (4,5%) e fattori tubarici parziali, ovvero funzionalita’ delle tube alterata (3,5%). r

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!