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Terapia ormonale, associata all’aumento della pressione arteriosa

La terapia ormonale sostitutiva è stata collegata da un nuovo studio a una maggiore probabilità di soffrire di pressione alta, sebbene i valori scendano con l’avanzare dell’età
La tanto discussa terapia ormonale sostitutiva (TOS) che si prescrive a molte donne in post menopausa pare possa esporre anche al rischio di pressione alta, secondo un nuovo studio pubblicato su PLos ONE.

L’integrazione di ormoni femminili estrogeni per via farmacologica, in questa fase, tende a contrastare i tipici sintomi della menopausa come vampate di calore, disturbi vaginali, insonnia eccetera. Tuttavia, questo tipo di cura pare non sia esente da effetti collaterali. Uno di questi, secondo lo studio condotto dai ricercatori della University of Western Sydney coordinati dalla dottoressa Joanne Lind, è la probabilità di soffrire di pressione arteriosa alta.

Lind e colleghi hanno coinvolto nello studio oltre 43mila donne in post menopausa, ne hanno analizzato lo stile di vita, lo stato di salute e se seguivano una terapia ormonale sostitutiva.
L’osservazione dei dati ha permesso di trovare un collegamento tra la TOS e l’aumento della pressione arteriosa – rischio di aumento che tuttavia calava con l’avanzare dell’età.
«L’uso prolungato della terapia ormonale in menopausa è stato associato alla pressione alta – commenta Lind – E’ quindi importante che la pressione alta sia considerato come un rischio per la salute per le donne che contemplano l’uso della terapia ormonale in menopausa».

Secondo i ricercatori, questo studio dovrebbe poter dare modo alle donne che raggiungono questo stadio della vita se, come e per quanto, prendere in considerazione l’utilizzo della terapia ormonale sostitutiva. E’ pertanto bene valutare prima i pro e i contro dovendo optare per una soluzione o un’altra, magari con il consiglio del proprio medico curante.

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