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Diabete: scoperte differenze razziali che condizionano diagnosi e cura

Gli operatori sanitari devono tenere conto delle differenze tra i gruppi razziali quando utilizzano i livelli di emoglobina A1C per diagnosticare e monitorare il diabete, secondo una nuova ricerca dal Beth Israel Deaconess Medical Center negli States. In uno studio pubblicato sugli Annals of Internal Medicine, i ricercatori hanno analizzato i dati dal 2005 al 2008 del National Health and Nutrition Survey per studiare l’associazione tra i livelli di emoglobina A1C negli adulti bianchi e neri e l’insorgenza della retinopatia, una complicanza oculare del diabete che e’ rilevabile all’inizio della malattia e in ultima istanza puo’ portare alla cecita’. “I livelli di emoglobina A1C sono consistentemente piu’ alti nei neri rispetto ai bianchi, anche se alla base i livelli di zucchero nel sangue risultano simili”, ha detto l’autore dello studio Yusuke Tsugawa. “Abbiamo inoltre esaminato i dati per determinare se e’ possibile stabilire un livello limite di A1C per diagnosticare il diabete sia nei pazienti neri sia nei pazienti bianchi.


I nostri risultati mostrano che il rischio di retinopatia diabetica e’ maggiore per i neri, a qualsiasi livello di emoglobina A1C compreso tra il 5 per cento e 7 per cento, e che il rischio e’ piu’ elevato a un livello di emoglobina compreso tra il 5,5 e il 5,9 per cento per i neri, paragonabile al rischio ad un livello di emoglobina A1C tra il 6,0 e il 6,4 per cento per i bianchi”, ha evidenziato Tsugawa. “Cio’ indica che i neri possono essere piu’ vulnerabili ai livelli elevati di A1C rispetto ai bianchi”. (AGI) .

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