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Boehringer Ingelheim ha presentato alle autorità europee il dossier registrativo per afatinib*, il primo dei suoi farmaci oncologici

Inoltrata alle autorità europee la richiesta di approvazione per afatinib*, il farmaco oncologico sviluppato da Boehringer Ingelheim, come terapia del carcinoma polmonare non a piccole cellule positivo per mutazioni di EGFR (ErbB1) .

Ingelheim, Germania, 20 settembre 2012 – Boehringer Ingelheim ha annunciato oggi di aver presentato all’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) la Richiestadi Autorizzazione alla Commercializzazione per afatinib*, il primo inibitore irreversibile dei recettori della famiglia ErbB, come terapia per pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC), positivo per mutazioni di EGFR (ErbB1). Afatinib* ha dimostrato un’efficacia senza precedenti rispetto alla chemioterapia nello studio registrativo di Fase III LUX-Lung 3, con risultati significativi, sui quali si fonda la richiesta di approvazione.1

 

Il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) costituisce più dell’85% dei 391.000 nuovi casi di tumore polmonare diagnosticati ogni anno in Europa, la cui forma più diffusa è l’adenocarcinoma.2-4 A livello mondiale circa il 20-30% di tutti gli adenocarcinomi polmonari presentano mutazioni di EGFR.5 A causa della sua prognosi infausta, il carcinoma polmonare è causa di  circa 340.000 decessi ogni anno in Europa ed è il primo tumore per mortalità.2

 

“Considerato l’elevato numero di persone colpite da tumore polmonare e la sua elevata mortalità, risulta evidente la necessità di terapie efficaci e ben tollerate. Per questo l’impegno di Boehringer Ingelheim è quello di rendere disponibile afatinib* quanto prima possibile” ha dichiarato il Professor Klaus Dugi, Corporate Senior Vice President Medicine di Boehringer Ingelheim. “I positivi risultati clinici dimostrati da afatinib*, associati al suo meccanismo d’azione innovativo, potrebbero renderlo un’opzione terapeutica straordinaria per i benefici che sarebbe in grado di offrire ai pazienti.”

 

Il dossier registrativo presentato è basato sui risultati emersi dall’esteso programma di studi clinici LUX-Lung. I dati dello studio cardine LUX-Lung 3, che ha messo a confronto afatinib* con il gold standard della chemioterapia (pemetrexato e cisplatino) nel NSCLC non a cellule squamose, hanno dimostrato la superiorità di afatinib* nei pazienti con adenocarcinoma polmonare di stadio IIIb o IV positivo per mutazione di EGFR. I pazienti che hanno assunto afatinib*, come terapia di prima linea, hanno avuto una sopravvivenza senza progressione di malattia (PFS) di quasi un anno (11,1 mesi) rispetto ai poco più di sei mesi (6,9 mesi) di coloro che sono stati sottoposti a chemioterapia (pemetrexato / cisplatino).1 Inoltre, i pazienti con NSCLC con due delle mutazioni di EGFR più comuni (delezione dell’esone 19 e mutazione L858R, riscontrate nel 90% dei tumori con mutazioni di EGFR) in terapia con afatinib* hanno avuto una sopravvivenza senza progressione della malattia superiore a un anno (PFS di 13,6 mesi) rispetto ai poco più di sei mesi (PFS di 6,9 mesi) dei pazienti del braccio di confronto.1

 

Il ritardo della progressione della malattia nei pazienti trattati con afatinib* è stato associato a un miglioramento dei sintomi che condizionano negativamente la vita di chi è affetto da carcinoma polmonare.9 Da una parte i pazienti trattati con afatinib*, che hanno ottenuto un miglioramento di sintomi quali dispnea (fiato corto), tosse e dolore toracico, sono stati più numerosi rispetto a quelli trattati con la chemioterapia. Dall’altra afatinib* ha ritardato in maniera significativa il peggioramento di questi sintomi rispetto al gruppo di controllo.9

 

Inoltre, le risposte al questionario standard sottoposto ai pazienti con carcinoma polmonare per valutarne la qualità di vita (es. vita lavorativa e attività domestiche) hanno rivelato che la terapia con afatinib* si traduce in un miglioramento significativo della stessa.1
Ulteriori risultati dello studio, fra cui il miglioramento dei sintomi e della qualità di vita correlata allo stato di salute, verranno presentati in occasione dell’ESMO 2012, il Congresso della European Society for Medical Oncology, che si terrà a Vienna dal 28 settembre al 2 ottobre 2012:

 

Titolo Autore Principale Informazioni sulla Sessione
LUX-Lung 3: Symptom and health-related quality of life results from a randomized phase III study in 1st-line advanced NSCLC patients harbouring EGFR mutations

(LUX-Lung 3: Risultati relativi a qualità di vita correlata allo stato di salute e sintomi in studio randomizzato di Fase III in pazienti in terapia di prima linea con  NSCLC avanzato positivo per mutazioni  EGFR

 

L. V. Sequist Sessione Discussione Poster: NSCLC metastatico

Poster: 1229PD

Data: 30 settembre, 2012

Ora: 12:45 – 14:45 (Ora dell’Europa Centrale)

Lo studio LUX-Lung3 hadimostrato la superiorità di afatinib nel ritardare la progressione della malattia rispetto al gold standard della chemioterapia (pemetrexato e cisplatino) nel NSCLC non a cellule squamose, ma Boehringer Ingelheim sta studiando il potenziale di afatinib* anche in altre patologie. L’azienda ha avviato due studi di confronto diretto (LUX-Lung 7 e 8) fra afatinib* e gli inibitori della tirosin chinasi (TKI) attualmente disponibili, rispettivamente, gefitinib ed erlotinib. L’arruolamento dei pazienti è in corso per entrambi gli studi.

 

Afatinib*

Afatinib* è un farmaco sperimentale che inibisce in maniera irreversibile i recettori  della famiglia ErbB, inibendo la trasduzione del segnale di tutti i recettori tirosin chinasici della famiglia ErbB2 che svolge un ruolo centrale nello sviluppo e nella diffusione dei tumori più pervasivi e a mortalità elevata (carcinoma polmonare, carcinoma mammario, tumore della testa e del collo). Afatinib* è attualmente in fase di sviluppo clinico di Fase III, anche come terapia del carcinoma mammario e del tumore della testa e del collo.

 

Lo studio LUX-Lung 3

LUX-Lung 3 è, ad oggi, il più vasto e consistente studio registrativo randomizzato in aperto di Fase III con afatinib* vs chemioterapia (pemetrexato  e cisplatino), come terapia di prima linea del carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) avanzato con mutazione EGFR.  Lo studio ha coinvolto  345 pazienti con NSCLC positivo a mutazioni EGFR1. LUX-Lung 3 è il primo studio a confrontare in modo diretto un inibitore della tirosin chinasi (afatinib) con la chemioterapia standard,pemetrexato e/ cisplatino.

 

Gli eventi avversi più comuni, riscontrati nel braccio trattato con afatinib* sono stati: diarrea (95%), rash/acne (89%) e stomatiti (72%). Nei pazienti trattati con chemioterapia (pemetrexato/ cisplatino), invece, sono stati riscontrati: nausea (66%), diminuzione dell’appetito (53%) e vomito (42%). Nel trial è stata riscontrata una bassa percentuale di abbandono della terapia riferibile agli eventi avversi (8% nei pazienti trattati con afatinib*, 12% in quelli trattati con chemioterapia). Nel braccio afatinib*, l’1% dei pazienti ha interrotto il trattamento a causa della diarrea.

 

Il Carcinoma Polmonare

Il carcinoma polmonare è il tumore più diffuso e il più letale al mondo4.  In Europa si contano ogni anno 391.000 nuovi casi e 342.000 morti (19,9% di tutti i decessi per cancro)2. Il 13% di tutti i nuovi casi di tumore sono carcinomi polmonari11, correlabili principalmente al tabagismo12.

Nei pazienti colpiti da carcinoma polmonare la valutazione precoce della mutazione dei geni dei recettori EGFR è cruciale per migliorare l’esito. La mutazione dei geni dei recettori EGFR si riscontra nel 10-15% dei pazienti caucasici e nel 40% di quelli asiatici con carcinoma polmonare non a piccole cellule, e le due  mutazioni del gene codificante per EGFR (la delezione dell’esone 19 e mutazione  L858R) si riscontrano nel 90% dei casi 13.

 

Boehringer Ingelheim in Area Oncologica

Forte della sua competenza ed eccellenza scientifica nei campi della medicina polmonare e cardiovascolare, delle malattie metaboliche, della neurologia, virologia e immunologia, Boehringer Ingelheim ha deciso di intraprendere un importante programma di ricerca per sviluppare farmaci antitumorali innovativi. Operando in stretta collaborazione con la comunità scientifica internazionale e diversi centri oncologici di punta internazionali, l’impegno di Boehringer Ingelheim in oncologia parte dai progressi scientifici per sviluppare una gamma di terapie mirate contro vari tumori solidi e tumori ematologici.

La ricerca è, al momento, concentrata tra l’altro su composti che afferiscono a tre aree: inibizione dell’angiogenesi, inibizione della trasduzione del segnale e inibizione delle chinasi coinvolte nel ciclo cellulare. Nintedanib* (BIBF 1120) è attualmente in fase III di sviluppo clinico  per il carcinoma polmonare non a piccole cellule e il carcinoma ovarico. Nell’area che riguarda l’inibizione del ciclo cellulare delle chinasi, Boehringer Ingelheim sta sviluppando volasertib*, un inibitore della polo-like chinasi 1 (Plk1), una proteina coinvolta nel processo di divisione cellulare. Questo farmaco sperimentale è in Fase II di sviluppo per la leucemia mieloide acuta.

 

La pipeline oncologica di Boehringer Ingelheim è in continua evoluzione e dimostra l’incessante impegno dell’azienda in questo ambito.

 

Boehringer Ingelheim

Il gruppo Boehringer Ingelheim è una delle prime 20 aziende farmaceutiche del mondo. Il gruppo ha sede a Ingelheim, e opera a livello globale con 145 affiliate e più di 44.000 dipendenti. Sin dalla sua fondazione nel 1885, l’azienda a proprietà familiare si dedica a ricerca, sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti innovativi dall’elevato valore terapeutico nel campo della medicina e della veterinaria.

 

Operare in maniera socialmente responsabile è un punto centrale della cultura e dell’impegno di Boehringer Ingelheim. La partecipazione a progetti sociali, l’attenzione ai propri dipendenti e alle loro famiglie, l’offerta di pari opportunità per tutti i dipendenti costituiscono le fondamenta delle attività del gruppo a livello mondiale. Mutua collaborazione e rispetto, al pari della tutela e della sostenibilità ambientale sono parte integrante di ogni iniziativa che Boehringer Ingelheim intraprende.

 

Nel 2011, Boehringer Ingelheim ha registrato un fatturato netto di circa 13,2 miliardi di euro. Gli investimenti in Ricerca e Sviluppo nell’area Farmaci da Prescrizione sono il 23,5% del fatturato netto.

 

Per maggiori informazioni  visitate il sito:

www.boehringer-ingelheim.com o www.thewhiteroom.info

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