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Usa, Yosemite estende allarme hantavirus, sale bilancio vittime

Il parco nazionale Usa Yosemite ha raddoppiato il raggio del suo allarme hantavirus a circa 22.000 visitatori che potrebbero essere stati esposti al virus, potenzialmente mortale, proveniente da alcuni roditori, mentre il numero dei casi confermati sale a otto ed è stato registrato un terzo decesso.

Gli Usa hanno recentemente diffuso un allarme a livello mondiale, dicendo che fino a 10.000 persone potrebbero essere a rischio di aver contratto la sindrome polmonare da hantavirus durante il loro soggiorno nella zona del Curry village tra giugno e agosto.

Circa 2.500 fra queste persone vivono fuori dagli Usa, secondo i funzionari sanitari americani, che temono che altri visitatori del parco possano sviluppare la malattia il mese prossimo, visto che il virus ha fino a sei settimane di incubazione.

L’allarme è stato esteso a ulteriori 12.000 visitatori dei più remoti High Sierra Camps del parco, dopo che un ottavo caso della malattia è stato confermato in un uomo che è stato in quella zona.

L’estensione dell’allarme è arrivata con la conferma della morte di una terza persona, dopo le due vittime della settimana scorsa. Anche la Francia sta indagando su due casi sospetti di hantavirus tra persone che sono state in visita allo Yosemite.

L’organizzazione mondiale della sanità ha diffuso un’allerta globale questa settimana, consigliando ai viaggiatori di evitare l’esposizione ai roditori.

Il virus può portare gravi difficoltà respiratorie, fino alla morte. Inizialmente si presenta con sintomi simili all’influenza con mal di testa, febbre, dolori muscolari, respiro corto e tosse. Non esiste cura, anche se una diagnosi precoce attraverso esami del sangue aumenta enormemente il tasso di sopravvivenza.

L’hantavirus vive nelle feci, nell’urina e nella saliva dei roditori, che possono mischiarsi con la polvere e essere inalate dagli uomini, soprattutto in spazi piccoli con scarsa ventilazione.
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