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Bipolarismo: scoperta l’implicazione di mutazioni genetiche

Piccole variazioni in alcuni geni potrebbero essere legate a un maggior rischio di ammalarsi di disordine bipolare, una malattia mentale che colpisce circa sei milioni di americani ogni anno. Lo studio proviene dallo Scripps Research Institute ed e’ stato pubblicato sulla rivista ‘Translational Psychiatry’. “Usando campioni provenienti da 3.400 individui, abbiamo identificato molte nuove mutazioni genetiche collegabili al disturbo bipolare”, ha spiegato Ron Davis, che ha condotto la ricerca.


Il nuovo studio ha esaminato variazioni in 29 geni che sono state trovate in pazienti con i due tipi piu’ comuni di disordine bipolare, quello di tipo I e di tipo II. I geni mutati provenivano da 1.712 individui con disturbo bipolare di tipo I e 516 pazienti con disturbo di tipo II. In particolare, gli scienziati hanno notato che un’area in cui gene PDE10A codifica nello striato, una parte del cervello associata con apprendimento e memoria, oltre che con le scelte e la motivazione, potrebbe essere un target molto importante per nuove terapie.

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