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CCSVI: “cura Zamboni” contro la sclerosi multipla divide gli studiosi

Lione, 12 ott. (Adnkronos Salute) – Scontro fra studi che indagano sull’efficacia della ‘cura Zamboni’ contro la sclerosi multipla, che consiste in un angioplastica mirata a correggere il restringimento delle principali vene del sistema nervoso centrale, detta insufficienza venosa cronica cerebro-spinale (Ccsvi). Un intervento proposto dall’angiologo ferrarese contro la malattia, e oggetto di lavori presentati al 28esimo Congresso del Comitato europeo per il trattamento e la ricerca nella sclerosi multipla (Ectrims) in corso a Lione.
Secondo il primo studio, che vede fra gli autori lo stesso Zamboni oltre a esperti britannici e americani, relativo a un anno di follow-up in 15 malati operati, “nei pazienti affetti da sclerosi multipla con Ccsvi, l’angioplastica ha avuto un effetto benefico”. Il miglioramento si spiega, secondo gli studiosi, “con il migliore drenaggio dei vasi sanguigni ottenuto grazie all’intervento chirurgico”. L’altro lavoro, firmato da esperti italiani fra cui i neurologi Angelo Ghezzi dell’ospedale di Gallarate e Giancarlo Comi dell’universita’ San Raffaele di Milano, e’stato eseguito su 462 casi di pazienti che si erano sottoposti spontaneamente alla ‘cura Zamboni’.

Le conclusioni evidenziano che “non c’e’ alcun effetto benefico evidente ottenuto dal trattamento endovascolare per la Ccsvi. Il risultato positivo di cui parla circa il 50% del campione – si sottolinea – puo’ essere largamente attribuito alle grandi aspettative dei pazienti nei confronti di un intervento che” in molti casi i malati stessi “chiamano ‘liberazione'”.

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