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Interpretare e guarire il dolore degli anziani: a Roma il Progetto ‘Come’

Cursi, Responsabile scientifico: “Dolore geriatrico ancora sottodiagnosticato e sottotrattato, soprattutto in Italia”

Roma, 26 OttobreI geriatri e gli altri specialisti che si occupano di pazienti anziani oggi in aula per un corso che spiega, secondo le regole della “comunicazione efficace”, come dialogare con i pazienti, per diagnosticare correttamente le patologie dolorose. Il Progetto ‘Come’ insegna ai medici a decifrare descrizioni confuse del sintomo doloroso, a capire la sofferenza nascosta dietro una disfunzione motoria apparentemente banale, a interpretare le parole di anziani affetti da alterazioni cognitive, ma anche a far comprendere al proprio paziente modi, tempi ed efficacia della terapia consigliata.


Gli specialisti che si occupano di pazienti della terza età si riuniscono a Roma, presso l’Hotel Marriott di via Moscati 7. L’iniziativa, dal carattere particolarmente innovativo e con un marcato sfondo etico-sociale, si svolge sotto l’egida della Sigg (Società Italiana di Gerontologia e Geriatria) con il sostegno incondizionato di Grünenthal Italia: ad oggi ha già toccato 11 città italiane, coinvolgendo circa 500 specialisti. Affronta e risolve uno dei punti più critici nel rapporto con pazienti in età avanzata: la difficoltà che la maggior parte degli anziani incontra nel rappresentare al medico le proprie sofferenze e anche nel comprendere e attenersi alla terapia. Il problema è estremamente diffuso: l’80% degli ultrasessantacinquenni soffre di dolore e l’Italia è la seconda nazione più anziana d’Europa.

‘Come’ è un progetto itinerante basato sull’interattività delle sessioni di formazione, rivolte a tutti gli specialisti che si occupano di pazienti geriatrici: partito da Brescia lo scorso 26 maggio, sta attraversando il Paese per un totale di 13 tappe.

All’interno della comunità scientifica – spiega il dottor Flavio Cursi, dirigente medico dell’Unità Operativa Complessa di Geriatria dell’Ospedale San Camillo-Forlanini, che è il Responsabile scientifico della giornata di formazione romana – c’è sempre stata una sorta di diffidenza verso i farmaci oppiacei, soprattutto verso il loro utilizzo negli anziani. Si tratta di una rigidità culturale, in Italia più radicata che all’estero, dovuta a due debolezze: la difficoltà nel comprendere caratteristiche e intensità del dolore nel paziente geriatrico, ma anche una errata convinzione che l’anziano, essendo generalmente un soggetto fragile, non debba essere trattato con farmaci sui cui effetti avversi, per paradosso, i medici stessi non sono sufficientemente informati. Il risultato è che il dolore geriatrico è sottodiagnosticato e sottotrattato. Il Progetto ‘Come’ si fa carico di questi problemi, interpretandoli come una sfida, e si propone di fornire ai geriatri gli strumenti per comprendere e interpretare il sintomo doloroso dei pazienti anziani. Offre quindi un approfondimento sulla comunicazione efficace, ma anche un doveroso aggiornamento sui profili farmacologici dei farmaci antalgici più efficaci contro il dolore cronico”. Infatti gli aspetti farmacologici del trattamento del dolore nei pazienti della terza età costituiscono, insieme alla comunicazione efficace, uno dei temi centrali degli incontri del Progetto ‘Come’, e nella tappa romana saranno affrontati dal professor Filippo Caraci, docente di Psicofarmacologia dell’Università di Catania.

L’appuntamento odierno è la penultima tappa del Progetto ‘Come’, che si concluderà sabato 17 novembre a Treviso.

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