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Dolore ortopedico, necessaria una rivoluzione culturale A Lamezia Terme la campagna di formazione ‘Gesto’

Lamezia Terme, 26 OttobreFormazione specialistica nel trattamento del dolore per gli ortopedici calabresi. L’iniziativa, denominata Progetto ‘Gesto’ (Gestione del dolore cronico in ortopedia) è partita da Varese ad Aprile, e in 15 tappe, inserite nei rispettivi percorsi Ecm, ha attraversato tutto il Paese, isole incluse, coinvolgendo circa 750 specialisti. Gli ortopedici calabresi si sono dati appuntamento questa mattina presso il “T Hotel Lamezia” (Superstrada 280, Loc. Garrubbe – Feroleto Antico, Cz), per dar vita a una sessione di formazione informale e interattiva, finalizzata ad acquisire una conoscenza approfondita del trattamento farmacologico del dolore, con un focus particolare sulla terapia con oppiacei, farmaci fondamentali per il controllo del dolore cronico moderato-grave, del quale soffre circa il 20% degli europei. Il Progetto ‘Gesto’ è una campagna itinerante promossa dalla SIOT (Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia) con il sostegno incondizionato di Grünenthal Italia, che lavora per divulgare e consolidare la consapevolezza, affermata dalla Legge 38 del 2010, che il dolore va trattato come una patologia, e non solo come un sintomo.


Si stima che in Italia la prevalenza del dolore cronico sia del 26% (circa 15,6 milioni di persone), e l’ortopedia è tra le branche della medicina maggiormente coinvolte: per questo agli ortopedici – oltre 50 attesi oggi a Lamezia – è rivolto il programma di formazione ‘Gesto’.

Responsabile scientifico della giornata di studio in Calabria è il professor Giorgio Gasparini, Direttore della cattedra di Ortopedia e Traumatologia dell’Università Magna Grecia di Catanzaro. “Gli ortopedici – spiega il professor Gasparini – nell’esaminare i profili farmacologici delle terapie antalgiche, devono avere l’obiettivo di colmare un ritardo, anzitutto culturale, ma anche pratico. Solo da pochi anni gli specialisti del nostro ramo si stanno avvicinando con il corretto approccio al problema del dolore: essenzialmente grazie alla Legge 38, che ha il merito di aver fornito ai medici di diverse branche l’occasione per riconsiderare e approfondire questo tema. Noi ortopedici dovremmo forse ammettere di aver dedicato sinora poca attenzione al problema del dolore; ma proprio per questo abbiamo ora l’occasione, anche grazie al Progetto ‘Gesto’, di fare vistosi passi in avanti, sia sul piano professionale, sia dal punto di vista individuale, poiché il corretto trattamento del dolore rappresenta davvero un progresso umano e sociale”.

Compongono il panel dei relatori della giornata di formazione calabrese, assieme al professor Gasparini, il dottor Bruno Iannò, Dirigente Medico di Ortopedia e Traumatologia dell’Università Magna Grecia, il professor Olimpio Galasso, Ricercatore presso la cattedra di Ortopedia e Traumatologia della stessa università, e la professoressa Patrizia Romualdi, Associato di Farmacologia presso l’Università degli Studi di Bologna, che approfondirà le questioni farmacologiche legate alla corretta individuazione di una terapia antalgica per il paziente ortopedico. Nella pratica clinica è infatti ancora molto radicato una sorta di vizio culturale, che spesso induce a trattare il dolore cronico con un improprio utilizzo di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS). Questi presentano una serie di effetti avversi, tra i quali un maggior rischio di sanguinamento e di complicanze gastrointestinali e renali: effetti tanto maggiori nei pazienti anziani e, più in generale, nei soggetti sottoposti a politerapie con frequenti interazioni farmacologiche. L’alternativa al trattamento con i FANS è rappresentata dagli oppiacei, che costituiscono la prima scelta nel trattamento del dolore cronico. Ma poiché quest’ultimo è una condizione complessa, legata a diverse cause e meccanismi, si rende necessario un approccio curativo incentrato sulla causa specifica del dolore, e non sul sintomo in sé: di qui l’opportunità di sensibilizzare su questa problematica gli specialisti dei settori più esposti sul fronte dei trattamenti antalgici, quali appunto gli ortopedici.

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