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Ipertensione: patologia diffusa e pericolosa, ma solo la metà dei colpiti sa di essere iperteso

È la patologia più diffusa nel nostro Paese, nonché uno dei più importanti fattori di rischio cardiovascolare: l’ipertensione arteriosa colpisce ormai circa un italiano su tre soprattutto nelle fasce di età dai 40 agli 80 anni, ma solo la metà sa di essere iperteso e solo 1 su 4 si rivolge a un medico o fa ricorso a una terapia adeguata. I dati della patologia che ormai viene definita “il killer silenzioso” arrivano dalla Siia, la Società italiana di ipertensione arteriosa, che da oggi a domenica è riunita a Roma nel corso del XXIX Congresso Nazionale.

In particolare, spiegano gli esperti, tra le cause più note di un insufficiente controllo pressorio, oltre alla difficoltà riscontrata da parte dei pazienti di adeguare il proprio stile di vita ai cambiamenti richiesti dalla patologia, c’è l’insufficiente aderenza al trattamento farmacologico soprattutto quando questo è piuttosto complesso e richiede il ricorso a molte compresse.

“In considerazione di questi dati insoddisfacenti che riguardano sia l’Italia che molti altri Paesi Europei – spiega Massimo Volpe, presidente del Congresso e direttore della cattedra di Cardiologia della facoltà di Medicina dell’Università La Sapienza di Roma, Ospedale Sant’Andrea – la Siia ha fissato l’obiettivo di passare in 4 anni, ovvero entro il 2015, dal 25% attuale dei pazienti con un soddisfacente controllo pressorio (<140/90 mmHg) al 70%”. Il progetto, definito “Obiettivo 70%” prevede il ricorso a interventi su stili di vita, prevenzione, misurazione della pressione arteriosa a domicilio e in farmacia, informazione, comunicazione, cooperazione con tutte le categorie professionali della Sanità, linee guida e raccomandazioni terapeutiche semplificate.

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