Sordita' messa a scacco da chiru…

[caption id="attachment_1…

Frattura colonna vertebrale: int…

Un'operazione chirurgica …

Autismo: i sintomi, molti bambin…

Alcuni bimbi che da picci…

AUTUNNO: INFLUENZA IN ARRIVO? CO…

GUNA promuove la campagna…

Sindrome post orgasmica: possibi…

Conosciuta con l'acronim…

Tumori della testa e collo: sint…

[caption id="attachment_7…

Vescica iperattiva: riguarda 5 m…

In Italia sono oltre cin…

Tumori del sangue: maggiore inci…

Le allergie che si riferi…

29 ottobre 2013 giornata mondial…

Importanti novità scienti…

GE HEALTHCARE APRE IL SUO PRIMO …

Il nuovo laboratorio di U…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

SLA: scoperti punti deboli studiando lievito di birra

Alcuni studiosi americani hanno usato il lievito di birra per capire i punti deboli della Sla, Sclerosi Laterale Amiotrofica, la devastante malattia neurodegenerativa detta anche morbo di Lou Gehrig. “Sebbene lieviti e umani siano separati da miliardi di anni di evoluzione, abbiamo usato il potere della genetica del lievito per identificare un potenziale bersaglio terapeutico per la Sla”, ha spiegato Aaron Gitle della Stanford University School of Medicine. Di recente e’ stato mostrato che nella maggior parte dei casi di Sla, una proteina chiamata Tdp-43 si accumula nel citoplasma cellulare e nei neuroni del midollo spinale e sue mutazioni sono state trovate in qualche paziente con la malattia.


I ricercatori, a quanto si legge su ‘Nature Genetics’, sono stati in grado di riprodurre i sintomi della malattia portando l’espressione della proteina Tdp-43 a livelli superiori al normale, cosa che ha causato la formazione di accumuli letali nel citoplasma. “Negli uomini, prima che i sintomi diventino visibili possono passare anni. Ma nel lievito di birra, le proteine di accumulano nel citoplasma entro un paio di giorni e la cellula comincia a morire rapidamente”, ha continuato lo scienziato. Nello studio i ricercatori hanno scoperto che bloccando la produzione della proteina Dbr1 nel modello di lievito si interrompeva l’accumulo di Tdp-43 e questo permetteva alle cellule di vivere normalmente. Gli scienziati hanno poi confermato i risultati nelle cellule nervose umane.

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!