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Meningite: l’EMA autorizza il vaccino per il tipo B

L’Agenzia europea del farmaco ha autorizzato il prodotto realizzato dai laboratori Novartis di Siena. Il comitato nazionale dei malati: “Oggi è un giorno decisivo”. Entro tre mesi le decisioni sulla commercializzazione.
“Oggi è un giorno decisivo verso la sconfitta della meningite meningococcica”: l’annuncio del parere positivo europeo sul nuovo vaccino contro il meningococco di tipo B (MenB), viene così commentato da Amelia Vitiello, presidente del Comitato nazionale contro la meningite. Il vaccino è frutto della ricerca dei laboratori di Siena della farmaceutica Novartis, diretti da Rino Rappuoli, che è anche responsabile mondiale della sezione “Vaccines and Diagnostics”.

“Per oltre due decenni, insieme ai miei colleghi ricercatori e clinici ci siamo impegnati per sviluppare un vaccino in grado di prevenire la malattia da MenB – ha dichiarato Rappuoli – . La nostra determinazione è stata alimentata dalle testimonianze di pazienti che hanno provato l’esperienza devastante della meningite e dalle famiglie che hanno perso i loro cari a causa di questa malattia”. L’atteso parere positivo del Chmp, Comitato per i prodotti medicinali per uso umano, organo dell’Ema (Agenzia Europea del Farmaco) è propedeutico all’introduzione sul mercato.

La malattia – La meningite meningococcica ogni minuto colpisce una persona nel mondo. La malattia meningococcica da sierogruppo B (MenB) è, insieme a quella del tipo C, la più diffusa in Europa e in Italia: spesso non viene diagnosticata correttamente e può uccidere nell’arco di 24 ore. Circa un soggetto su 10 muore, nonostante un trattamento adeguato. Fino a uno su cinque di coloro che sopravvivono alla malattia soffrirà di disabilità permanenti quali danni cerebrali, perdita dell’udito o amputazione degli arti. I tassi più alti di malattia da MenB si verificano nel primo anno di vita, con un picco ai sette mesi di età.[one_fourth last=”no”]




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Questo nuovo vaccino protegge tutte le fasce di età, inclusi i lattanti, dai due mesi in su. Da qualche anno è in commercio l’antimeningococco per i sierotipi A, C, Y, W135, un tetravalente destinato agli adolescenti. “La meningite è una patologia drammatica che, oltre al decesso, può causare sordità, ritardo psicomotorio, paralisi cerebrale. Il periodo di maggior rischio è in prevalenza nei primi cinque anni di vita, perché nel bambino il sistema immunitario è immaturo, e insorge nuovamente nell’adolescente e nel giovane adulto, soggetti che fanno vita di comunità”, dichiara Susanna Esposito, direttore della Clinica Pediatrica I, Fondazione IRCCS Ca’ Granda ospedale Maggiore Policlinico di Milano e Presidente della Società Italiana di Infettivologia Pediatrica. “La vaccinazione è considerata l’unico intervento preventivo efficace. Le forme da meningococco da sierogruppo B rappresentano attualmente più della metà dei casi. Questo nuovo vaccino èa un enorme progresso perché permetterà di prevenire la meningite di sierogruppo B nelle diverse fasce di età”.

La ricerca – Il vaccino Novartis contro il meningococco B, spiegano ai laboratori di Siena, è “il primo vaccino sviluppato usando un pionieristico approccio scientifico (la “reverse vaccinology”), partendo dal genoma del batterio5. Tale approccio innovativo costituisce la base per una nuova generazione di vaccini grazie ai quali sarà possibile prevenire altre malattie”.

Entro circa tre mesi da ora la Commissione Europea emetterà la decisione finale e ogni Paese della Comunità deciderà prezzi, classificazione, rimborsi e se includere la vaccinazione nei programmi nazionali.

La notizia del via libera europeo è arrivata nel corso del convegno, che si svolge oggi a Taranto, della Società italiana di Igiene (Siti) dal titolo “Epidemiologia e prevenzione della malattia meningococcica del bambino e dell’adolescente. Attualità e prospettive sulla meningite”. Michele Coversano, presidente Siti, ha così commentato: “Un fatto che non può che essere accolto con grande soddisfazione dalla comunità scientifica perché significa che sarà presto disponibile l’ultimo efficace strumento preventivo per poter arginare e sconfiggere definitivamente la malattia meningococcica, che ancora oggi continua a colpire all’incirca una persona ogni due giorni in Italia”.
La Repubblica

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