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Alzheimer: la protezione dall’osteoporosi arriva dalla vitamina D

Due studi diversi pubblicati entrambi su Journals of Gerontology, un solo risultato: la vitamina D protegge le donne di mezza età, oltre che dal rischio di osteoporosi, dal rischio di sviluppare la demenza di Alzheimer.

Il primo studio – Il primo dei due studi, realizzato da Cedric Annweiler dell’Angers University Hospital (Francia), hanno analizzato i dati provenienti da circa 500 donne coinvolte in uno studio sull’osteoporosi: in particolare, hanno rilevato che le donne che hanno sviluppato l’Alzheimer avevano livelli più bassi di vitamina D rispetto a coloro che non avevano sviluppato al malattia (le donne che avevano sviluppato il morbo di Alzheimer avevano una media di vitamina D pari a 50,3 microgrammi a settimana, mentre coloro che non hanno sviluppato la demenza avevano, in media, 59 microgrammi.

La seconda ricerca – Nell’altro studio i ricercatori guidati da Yelena Slinin del Centro VA Medical negli Stati Uniti ha rilevato che le donne con un basso apporto di vitamina D avevano più probabilità di incorrere nel declino cognitivo. Slinin e colleghi hanno analizzato i livelli della vitamina presente nei campioni di sangue di 6257 donne sottoposte, in contemporanea, a test di abilità mentale. Ed è emerso che bassi livelli di vitamina D – inferiori a 20 nanogrammi per millilitro di siero di sangue – sono risultati associati a maggiori probabilità di declino mentale.

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