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Chemioterapia: così cicli anti-timorali, alterano la memoria


Dimostrato per la prima volta il legame tra cure ed effetti neuropsicologici

Chemio e radioterapia possono alterare l’attività cerebrale portando a problemi di memoria e difficoltà cognitive. A dimostrare che gli effetti neuropsicologici delle cure contro il cancro non solo solo fenomeni di tipo psicosomatico è uno studio pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute da un gruppo di ricercatori guidati da Patricia Ganz, direttore della ricerca sulla prevenzione e il controllo dei tumori al Jonsson Comprehensive Cancer Center dell’Università della California di Los Angeles (Usa).Chemotherapy

Confrontando le risposte date alle domande di un questionario specifico da 189 pazienti che avevano concluso da circa un mese le prime terapie contro il cancro al seno e con quelle date da un gruppo di donne che non hanno avuto a che fare con un tumore di questo tipo i ricercatori hanno scoperto che, in generale, le pazienti che hanno lottato contro un cancro al seno hanno a che fare con problemi più accentuati rispetto alla norma. In particolare, il 23,3% delle partecipanti ha lamentato problemi più gravi di memoria, mentre il 19% soffriva più delle donne senza tumore al seno di difficoltà di tipo cognitivo, ad esempio nell’eseguire dei ragionamenti. Non solo, a dichiarare di avere i problemi più significativi sono state le donne che hanno dovuto afforntare sia le chemio, sia la radioterapia.

Tuttavia, la vera chiave di volta della scoperta è un’altra: la gravità dei sintomi riportati dalle pazienti è risultata associata sia a risultati peggiori nei test neuropsicologici e anche quando i problemi di memoria e di ragionamento riportati dalle pazienti sono di lieve entità . “In passato molti ricercatori hanno affermato che non fosse possibile far conto sui sintomi riportati dalle pazienti o che queste fossero semplicemente depresse, perché studi precedenti non erano riusciti a svelare questa associazione tra test neuropsicologici e problemi cognitivi – ha sottolineato Ganz -. In questo studio siamo stati in grado di concentrarci su aspetti specifici dei problemi congitivi e socprire che erano associati a anomalie rilevanti nei test sulle funsioni neuropsicologiche”.

Ora i ricercatori proseguiranno i loro studi per verificare se la terapia ormonale sostituiva – il passaggio successivo delle cure cui si sottoporrà il 70% delle donne coinvolte in questo primo studio – contribuisce ad aggravare i problemi neuropsicologici con cui hanno spesso a che fare le donne che sopravvivono a un tumore al seno.

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