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Sclerosi multipla: una difesa efficace potrebbe partire dall’intestino


Puo’ partire dall’intestino una difesa efficace contro la Sclerosi multipla (Sm). Indicazioni promettenti in tal senso arrivano da uno studio realizzato dall’Imperial College di Londra in collaborazione con la Fondazione Santa Lucia IRCCS, pubblicato sulla rivista Brain.  Nonostante le cause della Sm non siano ancora chiare, rileva la Fondazione, la comunita’ scientifica e’ concorde: sono le stesse cellule del sangue che ci proteggono da infezioni e tumori a ‘confondersi’ e ad aggredire il tessuto nervoso, portando alla distruzione del sistema di trasmissione degli impulsi nervosi, e quindi ai sintomi neurologici. Queste cellule costituiscono la grande famiglia dei globuli bianchi, che tengono a bada l’universo di batteri, funghi, e virus intestinali (chiamati nel loro complesso microbiota), e in condizioni di equilibrio i benefici che scaturiscono da questa convivenza sono una delle fondamenta dello stato di salute. Tuttavia, il microbiota non e’ innocuo, e cambiamenti nella composizione delle specie batteriche o fungine, dovute ad esempio all’uso di antibiotici o a una dieta ricca di grassi animali e povera in fibre, possono portare al sopravvento di organismi dannosi, che stimolando oltremodo i globuli bianchi li inducono a un’attivazione inappropriata che puo’ appunto ‘confonderli’ e portare alle malattie autoimmuni, anche in organi distanti dall’intestino come il cervello. Tra le sottopopolazioni di globuli bianchi impegnate nel controllo del microbiota ci sono le cellule MAIT (Mucosal Associated Invariant T cells). In alcuni casi di Sm aggressiva, spiegano gli esperti, e’ stato effettuato con successo il trapianto di cellule staminali emopoietiche, lo stesso trattamento utilizzato per i pazienti con leucemia.

L’idea e’ di sradicare le cellule autoreattive e di azzerare il sistema immunitario, per poi ricostituirlo ex novo con cellule staminali dal midollo osseo del paziente stesso. Questo nuovo studio e’ stato ideato per studiare le risposte immunitarie prima e dopo il trapianto di midollo osseo in un gruppo di pazienti che non avevano risposto alle terapie convenzionali. Con il trapianto, le cellule MAIT, hanno dimostrato i ricercatori, spariscono dal sangue dei pazienti. Questi risultati, concludono gli esperti, ”rivelano il coinvolgimento delle cellule MAIT, e quindi del microbiota, nella disfunzione del sistema immunitario alla base della Sm”.

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