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La diagnosi prenatale non-invasiva rappresenta un’innovazione molto attraente per il potenziale

ARMTA WORKFLOW FOR THE ISOLATION AND MOLECULAR CHARACTERIZATION OF INDIVIDUAL CIRCULATING FETAL CELLS IN NON-INVASIVE PRENATAL DIAGNOSIS

Nicolò Manaresi, Silicon Biosystems S.p.A.

La diagnosi prenatale non-invasiva rappresenta un’innovazione molto attraente per il potenziale .

Lo studio delle cellule fetali presenti nel circolo ematico materno ha suscitato molto interesse da parte dei ricercatori per la possibilità di sviluppare una tecnica non invasiva semplice ed affidabile, priva di rischi per il feto, estremamente interessante non solo per le coppie a rischio, ma anche potenzialmente utilizzabile per lo screening prenatale di tutte le gravidanze.

L’estrema rarità delle cellule fetali circolanti (dell’ordine di una su un miliardo di cellule materne), ed il loro esiguo numero per unità di voulme (poche unità per ml di sangue) rappresenta tuttavia un ostacolo significativo, che rende il problema paragonabile al proverbiale ‘ago nel pagliaio’.

La tecnologia DEPArray™ messa a punto da Silicon Biosystems, offre oggi una potenziale soluzione ed una prospettiva di utilizzo concreta per l’isolamento di cellule fetali pure al 100%, così da consentirne l’analisi genetica.

Il sistema si basa su un chip microelettronico che intrappola ed isola in modo digitale le cellule desiderate, muovendole sotto controllo software. Per identificare le cellule desiderate vengono utilizzati degli anticorpi fluorescenti, come ‘bandierine verdi’ che si attaccano in modo selettivo alle cellule fetali e ‘bandierine rosse’ che si attaccano alle cellule materne.

Sebbene i ricercatori di Silicon Biosystems abbiano dimostrato la possibilità di isolare cellule fetali pure al 100% ed effettuare da queste (anche da una singola cellula) l’analisi genetica desiderata, per una transizione alla routine clinica saranno necessari ulteriori sviluppi nella preparazione del campione di sangue materno in modo da poter identificare in modo più efficiente ed univoco le cellule fetali ivi presenti (cioè aumentare l’efficienza e la specificità delle ‘bandierine’).

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