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Cervello in USA: prossimo obiettivo 2014 scoprire cos’è la coscienza

Ha fatto parte del team di scienziati che, all’inizio del 2013, hanno ‘scansionato’ il cervello dell’ex primo ministro israeliano Ariel Sharon, in stato vegetativo dal 2006, rilevando una consistente attività cerebrale. Nel corso dell’anno è andato avanti con i suoi studi, giungendo a formulare un’ipotesi su come e perché il cervello umano perde la coscienza in alcune circostanze.


E per il 2014 si augura “di scoprire cosa sia veramente la coscienza”. E’ Martin Monti, italiano di origine, ma ormai da anni professore di Psicologia all’Università della California a Los Angeles (Usa).
“Questo – dice Monti all’Adnkronos Salute – è stato un anno cruciale per me, perché con la mia squadra abbiamo pubblicato due lavori che fanno parte di quello che credo sia il futuro degli studi sui disordini della coscienza. Brain-to-brain-interface.Negli ultimi 5-10 anni abbiamo scoperto molto sugli stati vegetativi, ma ciò non implica che ci siamo avvicinati a capire cosa sia la coscienza e perché la si perda nei comi e, appunto, negli stati vegetativi. Quest’anno invece abbiamo pubblicato un lavoro che ha mostrato come cambia il funzionamento del cervello quando una persona sana perde la coscienza sotto anestesia, e un altro che fa vedere che a determinare se i pazienti in stato di coma acuto riprendono la coscienza entro 6 mesi è l’estensione del danno nel talamo, un nucleo a forma d’uovo al centro del cervello che è un po’ il crocevia dell’informazione”.
Insomma, i due lavori dicono che “la coscienza non è un ‘dove’, cioè un posto nel cervello – spiega il ricercatore – ma un ‘come’, cioè come i neuroni comunicano fra loro, e che ciò che nei pazienti cambia questo ‘come’ sono i neuroni del talamo: quando si ‘rompono’ i circuiti fra corteccia cerebrale e talamo si perde la coscienza. Questa naturalmente è ancora una teoria iniziale, ma finalmente c’è un’ipotesi ‘meccanicistica’ su come/perché il cervello umano perde la coscienza in alcune circostanze”.

Monti ha già formulato “una teoria su quali circuiti si rompano nel cervello di pazienti in stato vegetativo” e sta cercando di sviluppare “un metodo per cercare di ‘ri-ingranarli'”. Insomma, l’anno che si sta per aprire coincide con “un momento di grande eccitazione scientifica per me e per questo vorrei riuscire a trovare più spazi per pensare; cosa che, in una scienza che assomiglia ogni giorno di più a qualsiasi altro ‘business,’ diventa sempre più difficile”.
L’esperienza di Monti comprende le neuroscienze cognitive , il rapporto tra linguaggio e pensiero e, appunto, i meccanismi che spiegano perché e come la coscienza viene persa e recuperata dopo gravi lesioni cerebrali. Con un gruppo di colleghi americani e israeliani ha usato la risonanza magnetica funzionale su Sharon nel gennaio 2013. Sorprendentemente, il celebre paziente, che si presumeva essere in stato vegetativo a seguito di una emorragia cerebrale nel 2006, ha mostrato una leggera ma significativa attività cerebrale.

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