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lunedì, Novembre 29, 2021

Helicobacter: le sue implicazioni dalla gastrite all’anemia

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Scoperto il coinvolgimento del microrganismo nell’origine di diverse malattie non gastriche
Una revisione scientifica tutta italiana condotta dai ricercatori dell’Università Cattolica-Policlinico A. Gemelli ha messo in evidenza che l’Helicobacter pylori, il batterio noto per essere tra le cause alla base della gastrite e dell’ulcera, potrebbe essere colpevole anche di molte altre malattie al di fuori del tratto digerente. Lo studio è stato pubblicato su Nature Review Gastroenterology Hepatology.

“Tre patologie sono già state ampiamente validate e ufficialmente riconosciute come causate da tale batterio: la piastrinopenia autoimmune (ITP), l’anemia sideropenica idiopatica e la carenza di vitamina B12 – spiega Francesco Franceschi dell’Istituto di Medicina Interna e Geriatria e dell’UOC di Medicina Interna e Gastroenterologia dell’Università Cattolica-Policlinico A. Gemelli di Roma, che ha condotto il lavoro in collaborazione con Antonio Gasbarrini -. La piastrinopenia autoimmune idiopatica, caratterizzata dalla presenza di un numero ridotto di piastrine in assenza di altre cause secondarie, è stata descritta per la prima volta come associata all’infezione da Helicobacter pylori proprio dal nostro gruppo di ricerca”.

Non solo. Dalla ricerca è anche emerso che il batterio sembrerebbe essere coinvolto anche in altre malattie tra cui le patologie coronariche acute come l’angina instabile e l’infarto del miocardio (malattie che interessano le coronarie, ovvero le arterie che ossigenano il cuore), la pre-eclampsia (pressione alta in gestazione) e le malattie neurodegenerative, come il morbo di Alzheimer. Un possibile ruolo sembrerebbe essere giocato dal microrganismo anche in alcune patologie del fegato, del pancreas e del colon.

“L’importanza della conoscenza delle malattie associate all’H. pylori e dei meccanismi di azione – spiega Franceschi – risiede nel fatto che in futuro questo studio potrà essere esteso ad altri batteri che compongono la flora intestinale umana con potenziali ricadute cliniche nella diagnosi e cura di molte malattie”.

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