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Progetto Giovani Pavia ’93: comincia da qui lo screening efficace per la morte improvvisa

image001La campagna, resa possibile da un nuovo microchip per la diagnosi genetica, coinvolgerà tutti i ventenni residenti in città. Risultati rapidi e precisi del nuovo test gratuitamente a disposizione dei cittadini, per salvare vite umane e consentire notevoli risparmi al servizio sanitario.

Pavia, 04 Dicembre 2013 – Troppe volte, sino ad oggi, abbiamo appreso la tragica notizia di giovani atleti che hanno perso la vita d’improvviso, all’apice del proprio impegno agonistico. Adesso, grazie a uno strumento diagnostico d’avanguardia che indaga le cause genetiche della cosiddetta “morte improvvisa”, è possibile scoprire in anticipo la predisposizione a tutte le condizioni cardiovascolari che troppo di frequente determinano ancora il brusco decesso di persone giovani e apparentemente in perfetta salute.

Pavia, grazie al rapporto simbiotico con il suo antichissimo Ateneo, e in particolare con la Fondazione C. Mondino,  è stata la prima in Italia a cogliere le opportunità offerte dal nuovo test diagnostico, e ha voluto metterle gratuitamente a disposizione di tutti i ventenni residenti in città. È nato così – con il sostegno del Comune, degli Istituti Clinici di Pavia e Vigevano, del Centro Interdisciplinare della Ricerca Molecolare Cardiologica, della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo, dell’Ordine dei Medici e dell’Associazione Prevenzione Malattie Genetiche – il Progetto Giovani Pavia ’93, presentato oggi a Palazzo Broletto alla presenza del sindaco, Alessandro Cattaneo, del rettore, Fabio Rugge, e del Sottosegretario alla Ricerca Scientifica, On. Gian Luca Galletti.

Tutti i residenti a Pavia nati nel 1993 – ha spiegato il professor Italo Richichi, Coordinatore del Progetto e Presidente del Meeting – saranno sottoposti gratuitamente a uno screening per l’individuazione dei segni, dei sintomi e delle alterazioni capaci di rivelare, tra le altre patologie, un’esposizione al rischio di morte improvvisa. Sono numerose le condizioni patologiche che aumentano notevolmente la probabilità di questo evento, ma il microchip genetico che abbiamo oggi a disposizione, grazie a una collaborazione con i ricercatori degli Atenei di Lisbona e di Coimbra, è in grado di rivelarle con una rapidità e una precisione sinora impensabili”. Il nuovo metodo d’indagine genetica consente infatti di elevare la sensibilità diagnostica all’80% (a fronte del 50-60% dei test precedentemente disponibili) e la specificità al 99%, tra l’altro in tempi rapidissimi: “Finora avevamo bisogno di 4 o 5 mesi per conoscere l’esito delle indagini diagnostiche – prosegue il professor Richichi –; oggi, in un mese al massimo, siamo in grado di sapere se il paziente è predisposto a un numero elevatissimo di patologie che lo possono esporre al rischio di morte improvvisa”. Fra queste malattie spiccano le cardiomiopatie ipertrofica, dilatativa e aritmogena del ventricolo destro, i fattori di rischio genetico per ipertensione arteriosa e trombofilia, nonché numerose sindromi: del QT lungo e corto, di Brugada,  di Marfan, di Noonan e di Leopard.

Il nuovo microchip genetico è sviluppato dall’Advanced Genetics Italia, collegata alla casa madre portoghese HeartGenetics, la cui tecnologia è fondata sul sistema MassARRAY. Il sistema MassARRAY consiste in una piattaforma basata sul DNA Microchip ottimizzato per l’analisi genetica e in grado di offrire risultati altamente precisi e specifici grazie alla spettrometria di massa MALDI-TOF.

“Quando l’eccellenza scientifica, offerta da un Ateneo storico, si coniuga alle tecnologie d’avanguardia messe a disposizione da imprenditori illuminati, il compito della politica e degli amministratori è favorire il processo virtuoso che ne nasce – ha commentato Alessandro Cattaneo, sindaco di Pavia –. Ciò è importante e doveroso soprattutto quando i vantaggi offerti dall’innovazione riguardano la salute e la salute dei giovani. Per questo il Comune è stato sin da subito il primo alleato del Progetto Giovani Pavia ’93, e sarà impegnato in prima linea anche nella fase operativa di screening dei nostri ragazzi, affinché tutti i ventenni residenti in città abbiano gratuitamente accesso al nuovo percorso diagnostico”.

“Per chi si occupa di conoscenza, in ogni ambito – ha concluso il Co-Presidente del Congresso,  professor Giuseppe Nappi, Direttore Scientifico della Fondazione C. Mondino – è sempre motivo di grande orgoglio poter mettere a parte dei propri successi un gran numero di persone. Ma oggi facciamo ancora di più, regalando a centinaia di ragazzi della nostra città, 758 per la precisione, i vantaggi diretti del progresso scientifico. Inoltre è un beneficio che si estende anche al sistema sanitario, perché il nuovo test diagnostico consente indagini più precise in tempi più brevi, con un gran numero di vite salvate e un notevole risparmio di risorse economiche. Pertanto, ci si può solo augurare che il Progetto Pavia ’93 si estenda progressivamente a tutta l’Italia e ad altre fasce di popolazione”.

L’orgoglio del sindaco, del rettore dell’Università di Pavia e di tutti i responsabili delle Istituzioni sanitarie pavesi è stato confermato anche dall’Assessore Regionale della Lombardia alle Attività produttive, Ricerca e Innovazione Mario Melazzini.

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